Arcobaleno Cattolica

Legalità, Trasparenza, Partecipazione, Solidarietà

Le pagelle del consiglio comunale

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Più che un giallo un film horror

Tratto da il Corriere Romagna del 7 Febbraio 2010

CATTOLICA.

Otto mesi di amministrazione e tanti problemi ancora irrisolti per Cattolica. A Palazzo Mancini è tempo di voti e primi bilanci.

Tamanti 5. 

La gestione dell’affare Casa Cerri è sicuramente il punto più dolente di un attività amministrativa che comunque non è mai parsa sicura e che, al contrario, dà piuttosto l’idea di vivere affrontando i problemi del quotidiano, senza un progetto. Non si mettono in discussione la buona volontà e l’onestà del sindaco Marco Tamanti, ma nei primi otto mesi si è segnalato solo per la politica dei tagli alle spese di manutenzione, del “pasticcio” PromoCattolica e della scarso peso politico avuto nelle trattative per il molo di levante, infrastruttura che probabilmente anche per quest’estate non vedrà la luce. Oltre alle continue amnesie su ciò che succede lontano dal suo ufficio.

Giunta (Tonti, Palmacci, Gerboni, Angelini): non giudicabile.

Ad eccezione dell’assessore alle politiche sociali, Astorre Mancini, difficile essersi accorti della presenza dei quattro nuovi amministratori che si segnalano solo per la loro assenza e i loro silenzi. Da Casa Cerri (Palmacci-Angelini) a PromoCattolica (Gerboni) fino ai tagli nel bilancio (Tonti) tutti e quattro gli assessori hanno utilizzato il sindaco Tamanti come “parafulmine”, senza mai metterci la faccia. E l’aver mantenuto il doppio lavoro, per alcuni di loro, non aiuta di certo.

Mancini: 6,5.

L’avvocato – assessore brilla nel buio dell’attuale giunta. Regolamento per l’inquinamento acustico e per l’occupazione del suolo pubblico, giro di vite sui furbetti delle case popolari, Centro per famiglie, Rsa Vici – Giovannini solo per citare alcune delle questioni su cui si è speso in prima persona. Sull’efficacia delle iniziative intraprese qualcuno avrà da ridire ma intanto Mancini c’è. E a Palazzo Mancini di questi tempi, non è roba da poco.

Cono Cimino (capogruppo Pdl): 6,5.

Aver portato otto mesi fa, Cattolica ad un passo da un cambiamento “storico” rispetto ai suoi soliti orientamenti politici, è già un grande merito. In più ci aggiunge la solita puntuale presenza in consiglio. E in città si fa sempre più largo, fra gli elettori del Pd, la convinzione di aver fatto eleggere il candidato sbagliato.

Pietro Pazzaglini (capogruppo lista “Io amo Cattolica”): 6.

L’ex sindaco, comprensibilmente, fatica ancora a calarsi nei panni del consigliere. Appare demotivato ma merita una nota di merito per non essere scivolato su polemiche, che a Cattolica sarebbero potute diventare ben più rumorose dopo la sospensione del Pd.

Enrico Del Prete (capogruppo Arcobaleno): 6,5.

La lista civica deve ancora riprendersi dalla “bruciante” sconfitta elettorale. Ma l’addio di Alessandro Bondi pare sia stato metabolizzato senza troppa difficoltà. Il partito si sta spostando dai troppi voli pindarici del suo ex leader ai problemi più concreti. L’opera di ricostruzione spetta a Del Prete, che tra l’altro qualche segnale di dialogo, specie su argomenti come il fondo da 16mila euro per i precari disoccupati, lo ha già dato.

di Luca Fabbri

Niente nullità per il derivato che non passa dal Consiglio

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Il Comune di Cattolica è caduto in una trappola finanziaria, o ha deliberatamente scelto di finanziare la banca, da Bologna fanno sapere che il dirigente in questione era qualificato a contrarre questa operazione speculativa, era forse temporaneamente incapace di intendere e volere?! 

Tratto da “Il Sole 24 ore” – Norme e Tributi

Gli enti locali potevano operare in derivati anche prima della normativa di settore dettata dal Dm del 389/2003 e la delibera consiliare non era indispensabile nemmeno in caso di upfront (cioè di “anticipi” da parte della banca).

Con queste motivazioni il tribunale di Bologna con la sentenza 5244/2009, ha bocciato le pretese del comune di Cattolica che aveva chiesto l’annullamento di tre swap sottoscritti con la Bnl nel 2003 e 2004.

In primo luogo, il comune sosteneva che il consiglio si sarebbe dovuto pronunciare sui contratti, vista la presenza di pagamenti upfront, che hanno caratteristiche assimilabili a quelle di un finanziamento (ragionamento condiviso in passato anche dalla Corte dei Conti): il consiglio è infatti l’unico organo abilitato a pronunciarsi sull’indebitamento. il tribunale ha negato quest’obbligo, perché gli articoli 42 e 2020 del Dlgs 267/2000 non prevedono l’obbligo di adottare con delibere di consiglio la decisione di concludere uno swap. Non è poi possibile ricorrere a interpretazioni analogiche sulla materia, su cui il legislatore ha dettato norme molto specifiche; solo con la legge 203/2008 si è chiarito che gli upfront vanno considerati e contabilizzati alla stregua delle altre forme di indebitamento.

Il comune riteneva poi che, prima dell’entrata in vigore del Dm 389/2003, gli enti non possedessero la capacità di sottoscrivere strumenti derivati; dopo l’entrata in vigore del Dm, poi, due dei tre contratti già sottoscritti sarebbero dovuti automaticamente essere considerati nulli in quanto non più conformi alle norme sopraggiunte. Il tribunale, al contrario, ha accertato che gli enti locali possedevano la generale capacità di concludere contratti derivati e che il Dm 389 non può essere considerato retroattivo. Negata, poi, anche la presunta violazione delle norme allora vigenti (in particolare il Tuf e il regolamento Consob 11522/1998( riguardanti il rilascio della dichiarazione di “operatore qualificato” da parte del dirigente incaricato del settore finanziario. La Corte, infatti, ha ravvisato che la competenza del dirigente a sottoscrivere la dichiarazione di operatore qualificato in nome del comune fosse insita nel fatto che anche altri organi (prima fra tutti la giunta) avessero approvato la sottoscrizione dei contratti derivati con Bnl.

di Domenico Gaudiello

Alcune domande urgenti su PRU GHIGI

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Ghigi: il centro di Morciano non può reggere, una colata di cemento per 15.200 mq.
Durante l’Assemblea comunale del 22 gennaio 2010 nella sala del Lavatoio, il Sindaco Claudio Battazza ha telegraficamente comunicato, l’intenzione di concedere l’autorizzazione alla Società (Rinnovamento Ghigi) proprietaria dell’area di costruire 15.200 mq di negozi, uffici ed abitazioni, più 1400 mq per un’altezza di 12 metri, da consegnare al Comune entro 2015 a costo zero. Lunedì 8 febbraio 2010 alle ore 21:00, proporranno al voto dei consiglieri comunali questo progetto insieme ad altri 12 argomenti importanti, senza alcuna consultazione con la cittadinanza.
Dei 15.200 mq, 7.200 mq è destinato ad uso negozi, 4.200 mq ad uso direzionale (uffici) e 3.800 mq ad uso abitativo. Immaginiamo che gli appartamenti saranno di circa 50-60 mq e quindi ne costruiranno circa 70. Considerando la superficie media degli uffici, di circa 50 mq ne costruiranno anche circa 80 uffici. A regime, ipotizziamo che ci sarà bisogno di circa 440 posti macchina fissi, più altri 600-700 posti macchina per i clienti di un centro commerciale e direzionale di queste dimensioni. In pratica complessivamente, serviranno almeno, 1.100 posti macchina nel centro di Morciano. Del tutto insostenibile, soprattutto per l’impatto negativo ambientale.
I 1.400 mq per un’altezza di 12 ml (considerati 4.200 mq) sono esattamente la metà della superficie che aspetta al Comune. I nuovi proprietari dell’edificio Ghigi (di circa 100.00 mc = 25.000 mq) non hanno fatto nessuna particolare concessione al Comune, in quanto è la prassi regionale che gli edifici industriali, dove esiste la sostenibilità ambientale – nel centro di Morciano sicuramente questo progetto non è sostenibile -, la superficie esistente, va diviso in queste ragioni: un terzo al proprietario (8.333 mq), un terzo al Comune (8.333 mq) ed un terzo di riduzione del volume esistente.
La costruzione di 15.200 mq di negozi, uffici ed abitazioni nel centro di Morciano è una decisione epocale, crea enormi problemi di viabilità e vivibilità agli abitanti ed agli operatori commerciali, che già da anni per eccessivo numero degli esercizi esistenti, vivono un periodo d’estrema difficoltà economica.
Occorre che l’amministrazione comunale di Morciano, prima di prendere ogni decisione definitiva sul futuro del Pastificio Ghigi, indica una consultazione popolare, tramite un Referendum, come da Statuto comunale (art. 38, comma 4), e lasci decidere i morcianesi stessi direttamente del loro futuro. L’amministrazione comunale, per il governo e la riqualificazione sostenibile del territorio è obbligata alla valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale. Inoltre, dovrà insieme ai residenti ed operatori commerciali di Morciano, individuare le modalità di svolgimento dei processi partecipativi dei cittadini interessati al PRU Ghigi (Legge Regionale n. 19 del 1998 e Legge Regionale n. 6 luglio 2009, gli articoli: 2, comma 1, lettera a, art. 4 e art. 5. Lo Statuto Comunale gli articoli 6 e 35.). Lo stesso Sindaco Battazza, quando era all’opposizione sosteneva (La Voce di Romagna del 12 aprile 2007, pagina 22): “Morciano non è in grado, urbanisticamente, di sostenere la completa trasformazione dell’immobile. Sarà devastante per la città realizzare una tale concentrazione di attività e residenze. Considerato che l’operazione si è dimostrata fallimentare rispetto agli obiettivi originari, non si capisce perché continuare a consentire un ‘recupero’ economico cosi ingente sulla trasformazione dello stabilimento Ghigi e perché continuare a sostenerla economicamente a discapito, ancora una volta, dell’intera collettività“.

Noi aderenti al Comitato per la difesa dei diritti del cittadino, rivolgiamo sei domande al Sindaco Claudio Battazza ed a tutti i Consiglieri della maggioranza e delle minoranze:
1 – Perché ripetere gli errori dell’ex Sindaco Ciotti e firmare gli accordi e concedere delle concessioni edilizie, nella totale inadempienza agli articoli 2, 4 e 5 della Legge Regionale n. 19 del 1998, senza un percorso informativo e partecipativo dei cittadini e senza tenere conto della sostenibilità ambientale di un centro commerciale ed abitativo di 15.200 mq nel cuore di Morciano?
2 – Perché regalare 6.800 mq (un terzo di 25.000 mq di edificio esistente è 8.333 mq e non 15.200 mq) in più della prassi Regionale a danno dell’intera comunità agli esponenti locali e regionali del Partito del Mattone?
3 – Perché rinunciare a 4.133 mq (1.400 mq per un’altezza di 12 ml sono 4.200 mq e non 8.333 mq di proprietà comunale “un terzo del superficie esistente”) di superficie d’utilità pubblica?
4 – Perché lo spazio della proprietà comunale, non è al pianterreno anziché al primo piano?
5 – Perché rinunciare a 8.333 mq di zona verde a favore dei costruttori ed a danno dei vicini dell’edificio Ghigi e cittadini di Morciano?
6 – Quali sono le reali ragioni di tanta segretezza e fretta dell’approvazione del PRU GHIGI?
Chiediamo ai consiglieri che l’Ordine del giorno Ghigi sia rimandato ad un Consiglio Comunale aperto ed il progetto approvato sia sottoposto ad un Referendum Comunale ed inoltre, chiediamo ai cittadini di presenziare al Consiglio Comunale di lunedì sera.”

Comitato per la difesa dei diritti del cittadino.
Morciano di Romagna, 06 febbraio 2010.
Hossein Fayaz

Raccolta firme Emilia Romagna a 5 stelle / 7 Febbraio 2010

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Domenica 7 Febbraio 2010 in p.zza Nettuno a Cattolica, dalle 15 alle 19, gli amici del movimento Emilia Romagna a 5 stelle saranno presenti con i loro gazebo per raccogliere firme in vista della presentazione delle liste, per candidarsi alle prossime elezioni regionali.

Written by ilredeire

febbraio 5, 2010 alle 11:00 pm

Porto di Vallugola: Le bugie hanno le gambe corte

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Porto Vallugola

Se avevamo dei dubbi, l’obiettivo del primo cittadino di Gabicce Mare sulla Vallugola è definitivamente chiaro: NUOVE URBANIZZAZIONI NELLA BAIA DI VALLUGOLA

Infatti, in merito alla modifica del piano del Parco del San Bartolo proposta dalla 4^ commissione regionale, che consentirebbe agli speculatori di aver mano libera nel Parco e nella Baia di di Vallugola, il Sindaco Corrado Curti dichiara “mi sembra che la Regione abbia raccolto il mio invito, rimanendo su osservazioni generiche…….. il timore era che la Regione volesse entrare troppo nel dettaglio…… ponendo troppi vincoli che avrebbero impedito di portare avanti un progetto di riqualificazione della baia ad ampio respiro”.

Dopo aver definito il progetto di ampliamento del porto di Vallugola “un’opportunità per la città”, il Sindaco Curti, costretto a un dietrofront dalla mobilitazione creata dal nostro comitato, aveva infine sostenuto che “il progetto non è questo”.

Ma allora come mai se “il progetto non è questo” non si è adoperato nei confronti dei proponenti affinchè lo ritirassero anziché sperperare denaro pubblico indicendo la Conferenza di servizi?

Ma allora come mai se il progetto di ristrutturazione del porto di Vallugola è pervenuto al Comune nel 2009, il Sindaco Curti, già nella precedente legislatura confrontandosi con il Politecnico di Ancona relativamente alla progettazione delle nuove scogliere, chiedeva esplicitamente che si tenesse conto del futuro ampliamento del porto di Vallugola?
Preveggenza o più semplicemente il progetto giaceva da tempo nel cassetto della sua scrivania in attesa di essere riconfermato Sindaco per presentarlo alla cittadinanza?

Signor Sindaco, che cosa intende per “un progetto di riqualificazione della baia ad ampio respiro” senza troppi vincoli regionali?

Chi amministra la città ha il dovere di fare scelte trasparenti a tutela dei diritti e degli interessi della comunità, ha il dovere di rispettare le scelte della cittadinanza.

IL COMITATO
VALLUGOLA TERRA NOSTRA

Written by ilredeire

febbraio 4, 2010 alle 11:41 pm

Vivere con gioia alla libreria “La Morosina”

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vivere con gioia

Salve a tutti!

Ricordiamo che questo venerdì, alle ore 21.00, presso la libreria “La Morosina” di Cattolica, si terrà un incontro con Maria Sonia Baldoni dell’associazione “Vivere con gioia”, grande esperta di erbe curative e medicinali. In tale occasione verrà presentato un percorso erboristico da effettuare nelle nostre campagne circostanti.

Si ricorda inoltre che giovedì 18 Febbraio, presso il salone Snaporaz di Cattolica, andrà in scena lo spettacolo musicale-teatrale-poetico del collettivo “La Gru” di Pesaro con la partecipazione del poeta Gianni D’Elia, che presenterà in anteprima assoluta la sua ultima raccolta “Trentennio” (Einaudi 2010).

Infine sabato 20 Febbraio daremo vita, presso “La Morosina”, ad un happening sensoriale, un esperimento a tutti gli effetti dal titolo “N.U.D.O. – Nessun Uomo Dovrebbe Obbedire”. Protagonista l’artista forlivese Federico Bassetti.

Vi aspettiamo!
Cordiali saluti.
Libreria La Morosina.

Inceneritore Raibano: – Il voltafaccia di Pironi

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Il 28 gennaio su La Voce è stata pubblicata la notizia che il sindaco di Riccione Massimo Pironi non vuole più “dismettere” la terza linea dell’inceneritore come aveva dichiarato alla stampa subito dopo il suo insediamento. Ora vuole soltanto “spegnerla” in alcuni periodi dell’anno, dimenticando quanto gli avevamo già spiegato in una nota pubblicata sul suo sito prima delle elezioni e cioè che è tecnicamente impossibile spegnere e riaccendere a piacere un inceneritore in quanto l’accensione e lo spegnimento sono i momenti di maggiore produzione di emissioni altamente nocive per l’ambiente (diossine, furani ecc). Nella sua nota alla stampa il sindaco Pironi si è dimenticato di ricordare alla Provincia l’OBBLIGO di prescrivere ad Hera la ristrutturazione immediata di AKRON (l’impianto esistente di selezione del secco). Di fronte a questo voltafaccia del Sindaco di Riccione riteniamo doveroso mobilitarci per chiedere che ci restituiscano il MALTOLTO e cioè che siano costruiti gli impianti previsti nel programma elettorale di Vitali che per OBBLIGO DI LEGGE DOVEVANO essere costruiti prima del potenziamento dell’inceneritore.
Riteniamo tutti i partiti della coalizione che governa con Vitali responsabili di quanto sta non si sta facendo per arrivare alla dismissione della terza line dell’inceneritore!!!

di Margherita Bologna

Written by ilredeire

febbraio 2, 2010 alle 11:59 pm

Riunione Associazione Arcobaleno

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LUNEDI’ 8 FEBBRAIO
0re 21 c/o la sede

O.D.G.:

- relazione e approfondimento dell’incontro di venerdì 29 gennaio su “Sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani”;
- presentazione odg/mozione proposto da Roberto Franca da presentare al prossimo CC;
- rapporti con la maggioranza/sindaco;
- varie ed eventuali

Informazione:
Il CC programmato per il 4 febbraio viene rimandato a data da destinarsi

Written by ilredeire

febbraio 1, 2010 alle 11:59 pm

La casa dell’Arcobaleno è aperta a tutti, senza proscritti

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Premesso che mi permetto di rispondere in prima persona, alle dichiarazioni del Sindaco Tamanti, esclusivamente perché lui stesso cita solo il mio nome nella replica che mi ha voluto dedicare ieri, sbagliando grossolanamente, in quanto se si fosse procurato di verificare la firma del nostro comunicato, avrebbe potuto vedere che si chiudeva con Gruppo Arcobaleno e non Del Prete Enrico. Sperando di non arrecare disturbo alla sua personale scala delle offese, vorrei fornire qualche chiarimento.

  1.  Il Sindaco farebbe bene e rileggersi quanto da lui dichiarato nella conferenza stampa che ha tenuto “da solo” martedi scorso. Soprattutto nella parte in cui tenta di mettere in cattiva luce le opposizioni, tacciandole di “facce scure”, sulla questione molo di levante. Ho già risposto a questo e i fatti concreti sono a disposizione di tutti, quindi non intendo tornare su come l’agire responsabile delle opposizioni abbia dato risposte ai marinai. Ricordo solo ai cittadini chi è oggettivamente cultore delle due facce, portando ad emblematico esempio “Casa Cerri”
  2. Ho la netta sensazione, invece, che tutto questo polemizzare sia il frutto di una strategia politica vecchia e stantia, per evitare di parlare dei reali problemi dei nostri concittadini e della città, del tanto malcontento che in pochi mesi questa amministrazione è riuscita a creare attorno a sè, non avendo un progetto capace di dare risposte in tempi ragionevoli.
  3. In ultima analisi vorrei rispondere anche alla domanda del Sindaco Tamanti su come la pensa l’Arcobaleno, spiegando così anche il motivo per cui il nostro comunicato apparso sulla stampa solo venerdì 29 aveva già nella stessa data, la sua risposta. Sono fortemente convinto che la casa dell’Arcobaleno, di cui mi onoro di far parte, sia il luogo più democratico in assoluto. Il nostro progetto politico, dopo l’agire sulle cose concrete con idee e proposte, mette al centro l’informazione e la condivisione, motivo per cui ogni nostro comunicato viene inserito sul nostro blog e girato alla nostra lunghissima lista mail di amici e simpatizzanti, ai quali non abbiamo mai chiesto la tessera politica di appartenenza. A differenza di altri non abbiamo mai fatto liste di proscrizione e abbiamo sempre lasciate libere le persone sia di lavorare assieme a noi che di scegliere di avvicinarsi ad altre forze politiche, anche al PD. Così come la nostra porta è e rimarrà sempre aperta a tutti coloro che credono in un fare diverso nelle scelte amministrative per la nostra città, anche a chi nel PD non si ritrova più.

Questa nella casa dell’Arcobaleno si chiama DEMOCRAZIA, speriamo che il Sindaco Tamanti non ci impedisca di praticarla.

Del Prete Enrico
Capogruppo coalizione Arcobaleno

Written by ilredeire

gennaio 31, 2010 alle 11:58 pm

Tutti i colori dell’Arcobaleno in un volantino

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Tratto da Il Carlino del 30 Gennaio 2010

L’ARCOBALENO attacca con i… volantini. “Dopo 6 mesi di immobilismo – si legge nel testo – aumentano i debiti, si continua a svendere il patrimonio pubblico (ex stazione corriere), si procede a colpi di maggioranza ignorando dialogo e trasparenza. Il tutto all’insegna dell’improvvisazione, pressapochismo e incompetenza. Intanto aumentano le promesse mancate come il centro sociale di Casa Cerri, la mancanza di una task force per la manutenzione urgente della città, la presidenza del Consiglio comunale scippata all’opposizione, nessuna ripresa tv per le sedute del Consiglio comunale. Abbiamo una maggioranza sostanzialmente monocolore Pd, tutta rinchiusa tra le beghe interne di partito, alle prese con una resa dei conti infinita tra fazioni. Mentre la città rimane in balia dei suoi tanti problemi, aggravati da un degrado ormai insostenibile. Ricordiamo che il sindaco è sempre quel Marco Tamanti che per 5 anni ha approvato tutte le scelte di Pazzaglini. Dunque, onori e oneri: ma deve avere la serietà di assumersi tutte le responsabilità dei gravi problemi che oggi la città si trova sul groppone, senza giocare allo scaricabarile. L’Arcobaleno ritiene queste le priorità per la città: lavori urgenti per strade e marciapiedi, valorizzazione del verde pubblico, viabilità sicura, asilo Giovannini XXIII, prolungamento del molo di levante, piano per le case popolari, aumentare le risorse per il sostegno delle famiglie e lavoratori in crisi”.