Arcobaleno Cattolica

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Archive for the ‘Inchieste’ Category

Imposta di soggiorno – REPORT – Cattolica e Gabicce Mare realtà a confronto

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2 città 2 regioni 1 ponte

Cattolica finisce sul Corriere della sera grazie ad una inchiesta sulla tassa di soggiorno condotta da Bernardo Iovene curata per Reportime in collaborazione con Antonella Cignarale.

La storia sulla tassa di soggiorno risale agli anni del Regno d’Italia, l’art.10 del Decreto-legge 2 marzo 1989 n.66, ne indica le modalità di soppressione, contestualmente viene istituito ICIAP, non particolarmente gradito  dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, tuttavia la Corte Costituzionale con sentenza n.505 del 1989, ne conferma la legittimità. Nell’archivio storico del Corriere della Sera si trova un analisi della Imposta Comunale per Imprese Artisti e Professionisti, che con decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446 , venne soppressa a favore della istituzione dell’IRAP. A Cattolica, come evidenziato dal REPORT dell’Assessore al Bilancio Alessandro Bondi,  il posticipo della entrate in vigore della tassa di soggiorno di un anno, grazie al contributo volontario delle categorie economiche, ha permesso a tutti di pagare un IMU sulla prima casa al minimo dei riferimenti di legge.

Comunicato stampa Cattolica per la scuola

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Stando a quanto riportato dal Corriere di qualche giorno fa, il dott. Rinaldini dichiara ancora di essere all’oscuro della richiesta di un telefono e di una sede per l’Associazione Cattolica per la scuola a fronte dell’organizzazione del Piedibus, nonostante abbia ammesso davanti all’ex assessore A. Zagaria e al Commissario De Franco di aver ufficiosamente dato all’atelierista V. Belemmi il proprio assenso alla consegna delle chiavi del laboratorio di educazione all’immagine e di aver saputo che l’atto di determinazione per il telefono tardava ad arrivare a causa dell’assenza per malattia di chi se ne sarebbe dovuto occupare.
Così come non esistono ancora atti, delibere, determine o altro che formalizzino quanto spetterebbe all’Associazione in virtù dell’accordo con la passata amministrazione – il che permette al dott. Rinaldini di sostenere che non ne sapeva niente – a quanto ci risulta, non esiste nessun documento della medesima natura che ascriva il Piedibus alle attività del Comune di Cattolica.
Visto e considerato quanto sopra, ci si chiede se il dott. Rinaldini non sarebbe pronto a negare la legittimità del Piedibus nel momento in cui si dovesse chiedere copertura assicurativa, o se non potrebbe eventualmente farlo un perito liquidatore della compagnia di assicurazione nella cui polizza verrebbe ricompreso il servizio dei volontari.
L’Associazione Cattolica per la scuola aspetta solo chiarimenti in merito – e cioè la dimostrazione dell’esistenza o la creazione ex-novo di un atto formale che comprovi la legittimità del Piedibus come attività del comune di Cattolica – per poter far riprendere la circolazione del Piedibus.

28 marzo 2011
Cattolica per la scuola

Il ruolo chiave del sindaco Curti

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GABICCE. La Provincia di Pesaro-Urbino e gli esperti bocciano il progetto-bis di Vallugola, ma il sindaco Curti rilancia: «Faremo un focus, prima di esprimere il parere sul piano». Sono emerse diverse voci critiche durante l’assemblea di lunedì sera organizzata dal comitato “Terra Nostra”, al piano di ampliamento del Porto di Vallugola, che entro maggio andrà in conferenza dei servizi. «Questo progetto mostra carenze evidenti e non c’è stato un miglioramento ma semplicemente una trasformazione: non dico che abbiamo già detto “no” ma ci siamo molto vicini» ha affermato l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pesaro-Urbino Tarcisio Porto.
Il presidente del parco San Bartolo Luca Acacia Scarpetti ha ricordato che «nel Piano del parco non è previsto alcun ampliamento delle opere a terra». Tra le voci critiche, anche quelle dei tecnici chiamati dal comitato degli ambientalisti, tra cui il docente in Progettazione architettonica del Politecnico di Milano Luigi Spinelli e il pool di studiosi dell’università di Urbino.
C’era anche il sindaco di Gabicce Corrado Curti: «Stiamo approfondendo i nostri studi e presto faremo anche dei focus perché vogliamo essere sicuri del parere che forniremo. Noi non abbiamo mai preso
posizione né pro né contro il progetto».

Nazzareno De Franco è un commissario straordinario

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Articoli tratti da La Voce del 17 febbraio 2011

CATTOLICA – (epi) Abrogata l’abrogazione! Scusate il gioco di parole, ma questo è il senso della deliberazione n . 17, di martedì 15, del Commissario Nazzareno De Franco con la quale “ritira la Delibera n . I del 20 gennaio 2011”. Quest’ultima altri non è che la, ormai ex, famosa deliberazione con la quale il Commissario abrogava il comma 2 dell’art . 18 dello Statuto Comunale. In pratica, per far capire la portata dirompente di questa cancellazione, se fosse rimasta tale, basti pensare che per gli atti più importanti di indirizzo e di spesa, nonché del futuro della città affidato al Piano regolatore, sarebbe bastata la maggioranza dei presenti in aula consigliare al momento del voto. In pratica sarebbe bastato – per fare un esempio – che alcuni consiglieri fossero incompatibili (pensiamo al Piano Regolatore) e un terzo degli eletti poteva cambiare volto alla città o far passare il Bilancio. Invece, com’era prima e come sarà ancora in futuro, per queste dellbere ci vorrà sempre la maggioranza sul totale dei consiglieri, presenti o meno in aula.
E’ bene riepilogare l’accaduto – purtroppo con numeri e riferimenti – e il contenuto della delibera n. 1 abrogata l’altro giorno, per meglio capire l’importanza di questa decisione.
Il comma 2 dell’art. 18 (dello Statuto Comunale di Cattolica approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 126 del 10 ottobre 1991) recitava testualmente: “I bilanci, i mutui, i piani finanziari, i piani regolatori (ora Psc – Piani Strutturali Comunali, ndr) e le loro variazioni devono essere approvati per votazione palese e a maggioranza assoluta dei componenti”.
Il tutto, “tradotto” in numeri, vuoi dire che per approvare dellbere aventi a oggetti questi argomenti il Consiglio doveva esprimere parere favorevole con almeno 11 (su 20 consiglieri, più il sindaco) voti a favore. Questa votazione “a maggioranza assoluta”, come fatto poi rilevare su queste pagine negli articoli usciti nei giorni scorsi, aveva una sua spiegazione nel fatto che Bilancio, mutui e Psc sono atti che vanno a incidere profondamente nella vita cittadina e che, appunto per questo, e più che giusto che avessero l’approvazione di 11 consiglieri i quali, inoltre, approvando queste delibere implicitamente rinnovavano la fiducia a chi governa. L’abrogazione di questo comma da parte del Commissario, avvenuta con la delibera n. 1, in pratica faceva si che per approvare delibere contenenti questi oggetti, con nuovo consiglio comunale che dovrebbe uscire dalle votazioni di metà maggio, sarebbe bastata la maggioranza semplice (ovvero 6 consiglieri su 11 presenti in aula). Numeri che cambieranno da maggio in poi quando, per la riduzione del numero dei consiglieri eletti da 20 a 16, sarebbero bastati anche 5 consiglieri su 9 presenti. Nei giorni successivi alla pubblicazione della notizia – De Franco cambia Io Statuto – avvenuta mercoledì 9 alcuni ex consiglieri e politici locali hanno avuto modo di far notare come l’abrogazione di questo 2° comma dell’art. 18 era un “fatto politico” e che nulla aveva a che fare, anche se corretto nella forma, con il governo del paese da parte del Commissario.
Le proteste hanno colpito nel segno perché . . . “considerato che la Delibera n. 1 è stata pubblicata all’Albo Pretorio in data 24 gennaio 2011 e che pertanto, non essendo ancora trascorsi 30 giorni di pubblicazione, essa non è ancora divenuta esecutiva, e non ha pertanto efficacia ed è impregiudicata la facoltà di ‘ritirare’ l’atto prima della sua entrata in vigore” – come si legge nella delibera n. 17 di martedì 15 – c ‘è stata “l’abrogazione dell’abrogazione”. Così si tornerà ad approvare il bilancio, i mutui e il Piano Strutturale a maggioranza assoluta, cioè con 9 voti (su 16 consiglieri più il sindaco) a favore e in modo palese.

CATTOLICA – Ci sono un paio di curiosità, nella delibera del commissario Nazzareno De Franco n. 31 dello scorso martedì 15, che è bene rilevare. La prima è che, in pratica, si fa risalire la paternità della delibera n. 1 – con la quale si era abrogato il 2° comma dell’art. 18 dello Statuto Comunale – alla precedente amministrazione. Infatti si legge come “. . . la deliberazione (n . 1, ndr) intendeva dare seguito e provvedere al perfezionamento di un iter procedimentale di modifica statutaria già avviato con la precedente Amministrazione, con la presentazione di apposita proposta di Delibera consiliare inserita nell’odg del Consiglio del 26 ottobre 2010, Consiglio poi sciolto con decreto prefettizio del 19 novembre 2010”. Per questo siamo a chiedere chi, all’interno di Palazzo Mancini, ha portato alla firma del Commissario una delibera che “era nata morta”.
Un’altra curiosità, puramente formale, riguarda il fatto che nella delibera n. 1 del 20 gennaio Nazzareno De Franco era “commissario prefettizio con decreto del 19 novembre 2010”, mentre nella delibera n. 17 dello scorso 15 febbraio il De Franco era “commissario straordinario nominato dal Presidente della repubblica con decreto del 20 dicembre 2010”. Forse, date alla mano, De Franco era “commissario straordinario” anche all’epoca della prima delibera del 2011.

Daniele Fabbri si assume le responsabilità sull’operazione Bus Terminal

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Tratto da Il Resto del Carlino del 28 gennaio 2011

«L’ho appresa dai giornali la data del 13 aprile per la mia udienza davanti al gup. A me non è ancora giunta alcuna comunicazione». Così l’architetto Daniele Fabbri dirigente del Comune di Cattolica indagato per truffa per la vicenda del Bus-terminal e delle fatture che sarebbero state ‘gonfiate’ per ottenere dalla Regione l’anticipo sui contributi previsti, cioè 700mila euro.

E’ di ieri la notizia che Pdl, Lega e Arcobaleno invitano il commissario De Franco a costituirsi parte civile nel procedimento contro l’architetto e il direttore dei lavori di costruzione, Gianni Scaioli.

La cosa è abbastanza curiosa perché Fabbri in questo procedimento è difeso dall’avvocato Cesare Brancaleoni che è stato nominato con una delibera del Comune di Cattolica.

Ad ogni modo Fabbri si dice molto tranquillo. «Posso solo ripetere quello che ho già avuto occasione di dire. E cioè che sono sereno perché ciò che ho fatto non è un atto illegittimo o contrario al mio istituto e tutto quello che ho fatto è stato per favorire il Comune di Cattolica».

Fabbri andrà dal giudice: «Non posso dire di andarci volentieri, ma certamente con fiducia nell’operato della magistratura. Del resto sono stato già scagionato altre due volte. L’ultima volta è stato per via di un esposto che ipotizzava una non corretta procedura sul Pip, piano degli insediamenti produttivi. Nessun illecito è stato rilevato dal giudice».

E ora il Bus-terminal, Il primo esposto su questo affare era stato del 2007 del consigliere Pdl Maurizio Carli, ma la magistratuta aveva deciso l’archiviazione. Poi ce n’era stato un secondo che arrivava dalla Regione perchè non le tornavano alcuni conti sulle fatture presentate dal Comune di Cattolica.

L’inchiesta affidata al PM Davide Ercolani era stata condotta alla Guardia di Finanza. Secondo le Fiamme Gialle alla Regione sarebbe arrivata una richiesta di anticipo per oltre 950mila euro con allegate fatture per 2 milioni e 452mila euro, tra le quali sette riprodotte in duplice copia del valore di 700mìla euro ma riferite ad operazioni inesistenti.

Di qui gli avvisi di garanzia a Fabbri, come responsabile del procedimento, e al direttore dei lavori che certificava la regolarità di tutte la pratica della Cattolica Park .

«Io non vedo perchè non avrei dovuto approvare la pratica che era stata vagliata dal direttore dei lavori, dal collaudatore, dalla commissione di collaudo e dalla direzione aziendale che tutti quanti avevano certificato la regolarità delle procedure».

Lorenza Lavosi

Bus terminal: un accordo molto privato.

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Tratto da La Voce del 26 gennaio 2011

CATTOLICA – (cr) Una sola domanda per prendere in gestione il Bus Terminal. E’ arrivata dalla Cooperativa sociale Nel blu, la stessa a cui la giunta precedente l’aveva affidata provvisoriamente e che ora continua per una proroga fino all’arrivo dei “nuovi”, che potrebbero essere loro. Infatti, spiegano dagli uffici, è arrivata solo una offerta, quella della cooperativa Nel Blu. La quale, ricordiamo, ha una serie di servizi “appaltati” dal Comune. Ieri la commissione ha esaminato la documentazione che ha ritenuto l’offerta ammissibile, tranne una “documentazione secondaria” che è stata richiesta. Ora sarà valutato il progetto di gestione dell’autostazione dei pullman turistici, poi sarà aperta la busta dell’offerta economica. Si conta di finire in questa o la prossima settimana. Tenendo conto che i tempi burocratici saranno di circa 2 mesi, quindi la consegna, se tutto andrà bene e se l’offerta della Nel Blu sarà valutata positivamente, sarà per metà aprile. Il bando prevede un affidamento di 9 anni e un’offerta a base d’asta di 198mila euro. Ma i dubbi sul bando (così come tutta l’operazione bus terminal) ci sono. Maurizio Carli, che come consigliere del Pdl ha seguito da vicino l’operazione Bus Terminal, sul bando commenta: “A mio parere il bando è illegittimo visto che non dà possibilità ad altre imprese di gareggiare. Inoltre, il rischio è che porti a una sorta di turbativa, visto che il Comune lascia aperta la possibilità al concessionario di concedere l’affidamento ad altri, salvo la verifica dei requisiti”. Ancora, quindi, ci vorrà tempo per venire a capo del Bus Terminal, opera costata milioni di euro pubblici, inaugurata dopo tanti rinvii e non entrata mai in piena attività come “volano” per il turismo.

Omissioni e bollette poco chiare: Antitrust “stanga” Hera

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Tratto da La Voce del 28 dicembre 2010

BOLOGNA – E’ in arrivo una multa salata per Hera. L’Antitrust, al termine di una lunga istruttoria seguita alla segnalazione di alcuni utenti, ha infatti comminato alla multiutility una sanzione complessiva di 190mila euro. Nel mirino l’omissione nelle bollette di Bologna e Ravenna di tutta una serie di informazioni adeguate riguardo alla tariffazione del servizio idrico, che costerà a Hera 90mila euro. Punita inoltre con una sanzione da 100mila euro l’adozione nei territori di Rimini, Ravenna e dell’area lughese di una procedura di silenzio-assenso non chiara rispetto all’adesione ad un’assicurazione sulle perdite d’acqua. In pratica si imputa alla società di non avere spiegato che si trattava di una polizza non obbligatoria, ma facoltativa. Hera ha annunciato che presenterà ricorso.

Written by Arcobaleno

dicembre 29, 2010 at 5:35 am