Arcobaleno Cattolica

Legalità, Trasparenza, Partecipazione, Solidarietà

Programma 2009 Coalizione Arcobaleno

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Principi, Programma, Percorso

L’IDEA
Chi governa viene eletto sulla base di un programma, ma un programma non può né deve venire
considerato esaustivo degli obiettivi dell’azione di governo da intraprendere una volta eletti. Chi governa
non rappresenta infatti solo i suoi elettori. Inoltre, l’individuazione delle necessità si basa su informazioni
esterne che, per quanto accurate, devono trovare riscontro nelle risorse la cui reale entità, a Cattolica, non è
facile da conoscere. Infine, ogni programma chiede articolazioni e priorità modulabili secondo le necessità e
le opportunità che si presentano durante l’azione di governo. Tuttavia un programma non deve diventare un
libro dei sogni, ma offrire una direzione verso cui procedere, senza timore di coinvolgere i cittadini nelle
decisioni strategiche.

I DATI
Per questa ragione, abbiamo costruito il programma sui dati ottenuti in cinque anni di attività consiliare
con 148 interpellanze e interrogazioni (richieste e proposte alla Giunta) 13 ordini del giorno (richieste e
proposte al consiglio comunale), 297 richieste di accessi agli atti (verifiche di regolarità). Questi dati sono
stati oggetto di numerosi momenti di informazione e confronto con la città.
Altre proposte confluite in questo programma sono state raccolte mediante un sondaggio di 65 domande a
risposta multipla con spazio per suggerimenti: 8.000 copie distribuite in maniera capillare per tutta la città,
tra aprile e settembre 2008. L’elaborazione dei 1.950 sondaggi compilati e dei 673 suggerimenti ricevuti è
stata infine presentata e discussa nei singoli quartieri della città, da ottobre 2008 a marzo 2009.

I PRINCIPI GUIDA
Sono l’anima della nostra azione politica, l’atteggiamento con cui abbiamo affrontato e affronteremo il
mandato che i cittadini vorranno riconoscerci. In altre parole, sono la nostra ragione di esistenza per una
politica che crea opportunità sociale e individuale, culturale ed economica per cittadini che vedono nei
principi strumenti insostituibili per l’amministrazione della cosa pubblica. Perché i cittadini devono sapere
come si spendono i loro soldi (Trasparenza); perché il rispetto delle leggi garantisce la buona
amministrazione (Legalità); perché le decisioni più importanti si prendono insieme (Partecipazione); perché
giustizia sociale e responsabilità ambientale sono insieme fattori di civiltà (Solidarietà).
La fonte rimane la nostra Costituzione. Esempio nobile di storia e valori: animati dalla ricerca della Pace e
del Dialogo, per essere incorporati nell’inviolabilità dei Diritti individuali e sociali della Persona.

Casa, Sociale, Sanità

L’IDEA
La coalizione Arcobaleno dedica molta attenzione al sociale. Propone interventi e indica risorse disponibili,
anche in momenti di crisi economica. Per superare l’incombente crisi economica è infatti necessaria la
massima coesione sociale, il senso di appartenere ad una comunità che riconosce il dovere di solidarietà nei
confronti delle fasce più deboli, mentre investe nel futuro di tutti. Insomma: uniti si è più forti.

I NUMERI E IL PROBLEMA
Non è certo il numero delle abitazioni “sfitte”. In sede di discussione del Piano Strutturale Comunale si è
parlato di 1.000‐1500 abitazioni senza locazione annuale. L’acquisto come la locazione di abitazioni a
Cattolica è proibitivo. Molte famiglie con lavoro e figli che vanno a scuola a Cattolica cercano alloggio fuori
Comune. La crisi economica ha aumentato i disagi. Nel Piano Strutturale Comunale manca la parola
“popolare” all’edilizia comunale.

PROPOSTE
Rinviando a singoli interventi inseriti nelle schede su Scuola, Governo del territorio, Cultura, Giovani,
Anziani, Sport, qui si individuano interventi di tipo strutturale e contingenti, proponendo:
• di riservare una quota del nuovo che si edificherà all’edilizia sociale o ad abitazioni con locazioni
“calmierate” (ridotte);
• di favorire la funzione di garanzia offerta dall’Acer a garanzia delle locazioni (affitti);
• di incrementare il fondo per i contributi alle locazioni per le fasce più disagiate;
• erogare un contributo alle famiglie residenti da più di due anni a Cattolica per sostenere le spese
delle utenze di prima necessità (luce, gas ed acqua), impegnandosi a promuovere presso i Comuni
limitrofi analoghe forme di sostegno;
• di provvedere a una seria e periodica manutenzione e riqualificazione delle strutture popolari
esistenti che versano in condizioni non soddisfacenti per la dignità di chi le abita;
• di inserire apposito capitolo di spesa e dare attuazione regolamentare a fondo di copertura per i
lavoratori atipici privi di ammortizzatori sociali;
• di integrare e coordinare fondi provinciali e regionali per interventi straordinari a favore dei
lavoratori e delle imprese colpite dalla crisi economica mondiale;
• di promuovere, presso le sedi competenti e in considerazione del fatto che l’ospedale di Cattolica è
punto di riferimento della Valconca e, d’estate, risulta lontano da Riccione per via del traffico, la
trasformazione dell’attuale pronto intervento nel più completo e operativo Pronto Soccorso;
• di richiedere il potenziamento dei servizi specialistici presso il nostro ospedale, per non obbligare i
pazienti a lunghe trasferte a Rimini e Riccione: un peso ingiustificato, in particolare quando non
condizionato dalla necessità di vincolare le prestazioni medico‐sanitarie all’uso di macchinari
particolari (ad es. pediatria, dermatologia ecc.).

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
Se anziché andare a coprire in maniera impropria ed episodica i buchi di bilancio:
• si dedicherà una parte degli oneri di urbanizzazione derivanti dalla trasformazione di strutture
alberghiere in strutture residenziali: un contributo che la legge prevede pagato da chi, in questo
caso, cambia destinazione all’immobile;
• si impedirà l’integrale monetizzazione della quota del 20% di edilizia sociale prevista sulle nuove case.

Cultura, Giovani, Anziani

1. L’IDEA
Cultura è ciò che resta nella memoria quando si è dimenticato tutto (Skinner).

IL PROBLEMA
Dire che “tutto è cultura” rischia di trasformarsi in “niente è cultura”.

LA PROPOSTA:
• di lasciare da parte ‐per una volta‐ i numeri e i problemi. Meglio numerare alcune idee generatrici e
l’immediata proposta cui ispirare un progetto per l’amministrazione della città. Un progetto da
tradurre in concreto insieme ai cittadini interessati, sia in forma associata che individuale. Perché
solo la forte passione civile e l’interesse autentico per una società aperta possono permettere le
alleanze necessarie al sostentamento della cultura. E della società stessa.

2. L’IDEA
L’evoluzione delle TIC ( tecnologie dell’informazione e della comunicazione) rischia di accentuare un nuovo
tipo di divario sociale non tanto tra chi ne dispone e chi no, ma tra chi ne trae vantaggi per la propria
crescita personale e chi non è in grado di usufruirne. Ciò genera per l’amministrazione l’impegno di creare
opportunità di formazione continua per ciascuno e per ogni età, secondo i propri bisogni e aspettative.

LA PROPOSTA
• potenziare gli spazi multimediali;
• avviare corsi di alfabetizzazione TIC mirata, per tutte le età;
• offrire migliore interazione col portale comunale;
• realizzare un social ‐ network locale.

3. L’IDEA
La cultura è come l’acqua: scorre, non è proprietà di nessuno, mette in comunicazione ed è necessaria alla
vita. Occorre cercarla quindi nelle varie forme, anche quelle più nascoste e meno eclatanti.
Ciò genera l’impegno per l’amministrazione a dare opportunità di esprimersi a tutte le voci, anche le più
deboli o alternative e di promuovere non solo eventi di intrattenimento, ma anche eventi che aiutino le
persone a collocarsi in modo creativo e consapevole nella complessità della società odierna.

LA PROPOSTA
• creare eventi decentrati e valorizzare la periferia;
• creare una consulta delle associazioni culturali e di volontariato (con determinazione di una griglia
di criteri condivisi per l’accesso e la gestione dei fondi);
• promuovere corsi di alfabetizzazione per immigrati;
• organizzare i Consigli municipali dei ragazzi;
• Feste a tema, anche a carattere interculturale;
• potenziare lo sportello Informagiovani;
• valorizzazione del patrimonio storico e archeologico cittadino

4. L’IDEA
La politica deve diventare cultura per essere capace di operare una sintesi tra interessi sociali, dinamiche
economiche, pulsioni ideali. La politica deve essere cultura perché, per comprendere la società della quale
mettersi al servizio, non basta la sola esperienza né la continuità con il passato e neppure basta essere
collettori di bisogni e richieste: occorre ascoltare, discutere, capire.
Ciò genera l’impegno per l’amministrazione a mantenere ricerca e aggiornamento, anche nel confronto con
le buone prassi di altri comuni, i soggetti che svolgono un ruolo consultivo o decisionale all’interno delle sedi
istituzionali.
LA PROPOSTA:
• confrontarsi con le buone prassi degli altri enti locali;
• stimolare la partecipazione del personale comunale ad eventi di formazione mirati per
promuoverne l’eccellenza nel proprio settore;
• razionalizzare le consulenze esterne e valorizzare quelle interne con vincoli di risultato;
• avviare un bilancio partecipato.

5. L’IDEA
A Cattolica, gli spazi e le occasioni per fruire della cultura si riducono progressivamente. Avere la possibilità
di esprimersi in modo creativo rappresenta, specie per le giovani generazioni, un forte antidoto
all’insignificanza dell’esperienza e una via privilegiata di prevenzione di forme sempre più acute di disagio,
tra le quali spiccano la tossicodipendenza e l’etilismo.
Ciò genera l’impegno per l’amministrazione a moltiplicare spazi, luoghi, occasioni per rendere possibile a
tutti i soggetti, in modo particolare ai giovani, di esprimersi attraverso ogni possibile forma d’arte.

LA PROPOSTA
• utilizzare le strutture pubbliche per usi multipli con ampliamento orari fruizione (Snaporaz,
Lavatoio, Teatro La regina, ridotti.. piazze, spazi decentrati);
• adeguare la struttura del Centro polivalente per migliorare la possibilità della compresenza di
soggetti utenti con diverse esigenze (studio, animazione bambini, spazi discussione…);
• individuare criteri condivisi di massimo acceso per tutti nella “Sala prove”‐ centro giovani;
• creare eventi per gli artisti locali che incontrano artisti nazionali;
• offrire cinema e teatro decentrati all’aperto, con cicli tematici;

6. L’IDEA
Gli anziani non sono un “problema da risolvere”, ma una risorsa da valorizzare. Occorre superare il pietismo
e affermare il co‐protagonismo degli anziani nella società, coinvolgendoli attivamente nella vita sociale,
mediante l’utilizzo delle competenze e la diffusione delle esperienze. È possibile qualificare il tempo libero
degli anziani, attraverso la cura del corpo e della mente, e forme di socializzazione.

LA PROPOSTA
In sintonia e collaborazione con Enti, Associazioni ed Organizzazioni di volontariato che operano nel
settore, si possono ampliare e rendere meglio fruibili servizi a favore di anziani soli e costretti in casa,
oppure ospiti delle case di riposo, o bisognosi di supporto per le attività ordinarie:
• organizzando/potenziando l’assistenza a domicilio attraverso interventi sanitari, contatti telefonici
e visite periodiche di compagnia, spesa a casa, telesoccorso e telecontrollo
• potenziando il trasporto e l’accompagnamento presso Ospedali ed ambulatori medici, Cimitero,
Comune, Ufficio Postale, siti ricreativi (centro Giovannini‐Vici), luoghi periferici scarsamente serviti
(ad esempio quartiere Torconca)
• controllando periodicamente il funzionamento della nuova struttura di RSA, Casa Protetta e Centro
Diurno di fianco all’ospedale, e sistemando le zone verdi e spazi all’aperto di detta struttura.;
• coordinando e cooperando con gli interventi per l’assistenza e l’animazione di anziani in varie
forme di disagio;
• organizzando i servizi sociali svolti da anziani: vigilanza entrata e uscita scuole; museo e biblioteca,
anche nell’ottica di ampliarne orari di apertura ed utilizzo; compagnia a persone sole e a disabili
• organizzando corsi, tenuti anche da anziani, in giardinaggio, maglia, ricamo, cucina tradizionale,
vecchi mestieri;
• organizzando incontri per raccontare e far conoscere, soprattutto alle giovani generazioni, episodi
di storia locale, tradizione usi e costumi del territorio;
• potenziando le opportunità di fare ginnastica e nuoto;
• realizzando un Centro Sociale facilmente raggiungibile (anche attraverso servizio di trasporto), dove
intrattenersi quotidianamente ed organizzare periodicamente: spettacoli, visione di film, dibattiti,
tornei di carte, scacchi…, tombole e giochi di società, cene e feste sociali;
• favorendo visite a musei, fiere, spettacoli teatrali e musicali, eventi vari, gite in città d’arte e località
turistiche; ferie estive con accompagnamento e assistenza qualificati.

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
Cattolica ha espresso interesse per la Cultura Locale, ammirazione per quella globale. Non è una misura di
piccolo o grande, di più o meno importante, ma di diverse sensibilità: entrambe importanti, entrambe
necessarie. In questo, Cattolica ha conosciuto temi e studiosi di eccellenza. Anche quando
l’Amministrazione non è stata in grado di onorare al meglio questa tradizione, il patrimonio di passione e
professionalità delle tante anime culturali della città ha compensato queste mancanze. Ma è tempo che la
politica si assuma la sua parte e aggiorni il suo calendario.

Governo del territorio
(urbanistica, mobilità, risparmio energetico, ambiente, rifiuti, acqua)

L’IDEA
Dal territorio dipendono la qualità ambientale e gran parte delle risorse finanziarie dell’ente comunale (ICI
e, una tantum, oneri di urbanizzazione). La nostra vita e il nostro sviluppo sono legati ad esso. Ma il
territorio costituisce una risorsa in via di esaurimento e non è più riproducibile.

I NUMERI E I PROBLEMI
Con i suoi 16.404 abitanti su un territorio di 5,97 km2, Cattolica è il Comune dell’Emilia Romagna con la più
alta densità abitativa (2.747,74 abitanti/km2).
Il problema non può essere ignorato né rinviato. In un quadro di modesta crescita demografica, di rilevanti
quote di abitazioni non occupate e di invecchiamento di parti significative del territorio urbanizzato, è
necessario tradurre in fatti concreti l’insostenibilità della crescita quantitativa di nuovo edificato.

PROPOSTE
Occorre assumersi la responsabilità della gestione del territorio, come della produzione e gestione dei
servizi e dei beni fondamentali per la riproduzione e il miglioramento della vita (acqua, energia, beni
ambientali, sanità, istruzione) contrastandone la gestione privata secondo logiche di profitto. A tal fine si
devono individuare forme di controllo e di gestione sociale, per superare il gigantismo dei grandi apparati
aziendali (pubblici e privati) (ad es. Hera) sovradimensionati e senza legami con il territorio, a favore di reti
di servizi a carattere sociale.
Riprendendo parte delle note svolte in schede specifiche (Turismo, commercio, artigianato; scuola; casa),
per la gestione del territorio in tema di urbanistica e arredo urbano proponiamo:
• di recuperare il patrimonio edilizio esistente, garantendo sia le possibilità di lavoro legate all’edilizia
per il recupero e l’adattamento di abitazioni, sia l’adeguamento di alberghi e servizi commerciali
per le nuove esigenze di mercato; per i nuclei edificati non storici nella ridefinizione dello
strumento urbanistico si potranno considerare limitate quote di edificazione di completamento
finalizzate al soddisfacimento di esigenze abitative dei nuclei familiari esistenti
• di porre particolare attenzione all’approvazione di piani urbanistici e varianti che riguardino aree
con rilevante valenza strategica secondo finalità di pubblico interesse, con valorizzazione delle
risorse paesaggistiche e riduzione delle volumetrie insediate, monitorando il rispetto degli accordi
fra enti pubblici e soggetti privati stipulati realizzati per “rilevante interesse per la comunità locale”.
• di presentare entro 100 giorni dalle elezioni, il monitoraggio e un piano di manutenzione ordinaria
di marciapiedi, strade, edifici pubblici per tutta la durata della legislatura;
• di presentare per il bilancio di previsione 2010, l’elenco degli interventi di manutenzione
straordinaria delle infrastrutture pubbliche, cui si adeguerà il piano degli investimenti triennali;
• di presentare per il bilancio consuntivo giugno 2011, la verifica dell’adeguatezza degli interventi
urbanistici e individuazione delle aree strategiche di sviluppo turistico‐commerciale‐artigianale;
• di completare il piano spiaggia tra il Kursaal e il porto; con possibile intervento sulle scogliere, la
cura delle spiagge libere, la pedonalizzazione del lungomare, il riordino delle strutture precarie
insistenti sull’arenile durante l’inverno;
• di valorizzare quelli che sono dei veri e propri centri commerciali naturali: le strade pedonalizzate
della nostra città, anche prevedendo la possibilità di coperture da intemperie e facilitazioni nei
sistemi parcheggi.
Per la gestione del territorio in tema di risparmio energetico, inquinamento, tecnologie informatiche e
sicurezza proponiamo:
• di valutare insieme agli operatori opportunità e costi per un turismo ecostenibile, con
defiscalizzazioni e incentivi a chi investirà in tal senso. In particolare, prevedendo programmi
generali di riqualificazione delle strutture, con incentivi per l’accorpamento e l’arretramento delle
strutture medesime per il ripristino delle visuali a mare. In generale, si valuterà insieme il modo di
favorire le performance ambientali da parte delle imprese turistiche attraverso l’adozione di sistemi
di gestione ambientale, marchi ecologici volontari, acquisti verdi, prodotti a km 0;
• di inserire nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) incentivi per la ristrutturazione e
l’adeguamento energetico degli edifici esistenti e norme vincolanti per gli edifici di nuova
costruzione; edi favorire l’applicazione nei piani strutturali e nei regolamenti edilizi della nuova
normativa regionale sui requisiti di rendimento energetico degli edifici, in modo da ridurre
progressivamente l’attuale consumo medio di combustibile degli edifici da 160 Kwh/mq annui a 60
Kwh/mq annui, agendo sul nuovo e sull’esistente;
• di istituire un “ufficio energia” con mansioni generali di consulenza al servizio delle imprese e del
settore delle costruzioni;
• di perfezionare il sistema di appalti per l’affidamento dei lavori di edilizia convenzionata e
popolare, con clausole vincolanti rispetto ai criteri più avanzati di sostenibilità ambientale del
progetto;
• di predisporre un piano per l’abbattimento dell’inquinamento acustico, atmosferico,
elettromagnetico anche attraverso strumenti di monitoraggio continuo dei dati quantitativi di
emissioni effettive con attenzione particolare ai siti più a rischio (scuole, asili, ospedale, RSA).
• di puntare su sistemi di telegestione dei punti luce (a led) che conducano ad un consumo di
energia elettrica almeno inferiore del 30%, e di rendere la rete di illuminazione pubblica, previo il
suo adeguamento strutturale, anche una rete di comunicazione per ulteriori servizi territoriali
integrati. Un passo per l’apertura verso tecnologie da integrare a loro volta col sistema Wimax, al fine di offrire sistemi di comunicazione, informazione e partecipazione nuovi al cittadino. Esigenze che si vanno ad aggiungere a quelle in tema di sicurezza del cittadino che, insieme a un maggior presenza in strada dei vigile e l’integrazione con le forze di
polizia, potrà contribuire con queste nuove tecnologie alla prevenzione da reati, gestione del traffico e messaggeria stradale, monitoraggio dell’inquinamento ambientale, e servizi di pubblica utilità in genere;
• di insediare nella nuova struttura dei Vigili del Fuoco, una sede permanente per tutte le
Associazioni di Volontariato operanti nella protezione civile e di promuovere la creazione di un
centro unificato di protezione civile per il territorio comunale e la Valconca.
Per la gestione del territorio in tema di ambiente, “progetti identità”, mobilità (trasporti), porto
proponiamo:
• di informare ma anche di sanzionare chi non rispetta quella elementare norma di civiltà che
obbliga alla raccolta degli escrementi dei loro cani: un piccolo‐grande gesto di rispetto nei confronti
degli altri;
• di presentare il progetto “Cattolica città‐giardino”. Il sondaggio svolto dall’Arcobaleno ha infatti
dimostrato che tra il 65% e il 70% dei cittadini, a seconda dell’attività svolta, è favorevole alle isole
pedonali. Premesso un ampio confronto anche sulla necessità di creare strutture adeguate, prime
tra tutte la collocazione e diversificazione dei parcheggi consentendo l’accesso ai residenti e agli
ospiti delle strutture alberghiere, si propone di liberare dal traffico ampie zone della città. Le
dimensioni di Cattolica rendono il progetto possibile;
• di regolare i flussi del traffico in modo da facilitare l’abbandono dell’automobile (Piano traffico). In
tal senso, si avvierà il progetto “Cattolica città a senso unico”. Vale a dire, rendere dominante in
città il traffico automobilistico a senso unico al fine di favorire la realizzazione di piste ciclabili, di
parcheggi, e l’ampliamento dei marciapiedi anche a vantaggio dell’alberatura che, non più
soffocata, ridurrà i danni ai marciapiedi mantenendo un microclima accettabile senza l’abuso di
sistemi di refrigerazione;
• di potenziare il trasporto pubblico, in particolare tra periferia e centro, Navi, porto, ospedale; con
le città di Rimini, Riccione, Pesaro, Bologna (treno, filobus, metrò di costa);
• di riprendere il controllo e di avviare l’attività del bus terminal, liberando la congestione delle
strade cittadine causato dai bus durante il periodo estivo;
• di ridurre gli effetti dovuti alla mobilità delle merci, investendo in city logistics, in coordinamento
con i comuni limitrofi e le categorie economiche;
• di sviluppare il car‐ e, soprattutto, bike sharing, nonché l’uso di auto elettriche con facilitazioni nei
parcheggi e accesso al centro, tutto ciò anche al fine di limitare il pesante tasso di inquinamento e
impedire il blocco del traffico causato dal superamento della soglie di legge;
• di valorizzare gli spazi verdi ‘di risulta’, angoli di verde di fatto non utilizzabili ma comunque godibili
visivamente da parte della cittadinanza, trasformandoli in aree boscate, da attuarsi in stretta
collaborazione con la Guardia Forestale, che fornirà le piantine, da mantenere a cura dei giardinieri
comunali. Si creerà così un pur minimo deterrente alla vendita dei terreni pubblici, incrementando
al contempo la qualità della vita nel quartiere interessato. È da notare che nel PSC sono previste in
corrispondenza di talune di queste aree una destinazione “ECO” come standard di verde
ambientale non intaccabile;
• di avviare il progetto per il recupero dell’identità storica di Cattolica. Di fatto, il centro storico è
stato abbandonato al suo destino, anche se episodicamente sono stai effettuali alcuni interventi (v.
Anno giubilare e conseguente Museo della Regina), sino a far dimenticare l’origine medievale di
Cattolica. Le nuove importanti scoperte archeologiche in zona porto (anfore) e Video Gioco Sport
(Stele Daunia, villaggio dell’età del bronzo, necropoli romana) sono già state soffocate da colate di
cemento. La Cattolica storica e archeologica dovrà invece trovare per storia e archeologia cittadina
percorsi urbani e valorizzazione ambientale.
Per la gestione del territorio in tema di acqua proponiamo:
• di gestire il servizio idrico mediante un coordinamento più efficace tra piani urbanistici,
territoriali e i piani di “settore” (Piano di Bacino, Piano di Tutela della acque, il Piano d’Ambito
Territoriale Ottimale, i Piani Generali delle Fognature): pianificando gli usi in base alle
disponibilità presente sul nostro territorio;
• di investire nella conservazione della risorsa idrica, nel miglioramento qualitativo dei sistemi
acquatici e nella dotazione infrastrutturale del ciclo idrico: lo strumento economico dovrà
essere finalizzato alla preservazione della risorsa non al profitto;
• di tutelare la capacità di ricarica delle falde, considerando il grave fenomeno della subsidenza,
vale a dire l’abbassamento del terreno rispetto al livello del mare che colpisce anche il nostro
litorale:
• di sviluppare azioni volte a garantire efficienza idrica e il raggiungimento dell’obiettivo standard
di consumo di 150 litri abitante al giorno come da indicazioni del Piano Provinciale;
• di adottare sistemi fognari adeguati alla piovosità e al grado di impermeabilizzazione della città
per evitare allagamenti e, quindi, adeguare la separazione delle fogne in base alla tipologia
delle acque. Nelle aree dove è preferibile mantenere un sistema misto, è necessario affiancare
alle fosse consortili nuove condotte che evitano l’utilizzo delle fosse medesime fino a un
determinato picco di portata e prevedere, in caso di piogge particolarmente intense, l’utilizzo di
condotte sottomarine al di là della linea delle scogliere, con l’obiettivo di azzerare l’impatto
sulla balneabilità.
Per la gestione del territorio in tema di rifiuti proponiamo:
• di ridurre la produzione di rifiuti, ad esempio, con progetti per recuperare gli imballaggi nei
supermercati, giralibro, mercato km 0, istituzione di fontanelle pubbliche per disincentivare l’uso
della plastica, adesione ad “Agenda dei Rifiuti Zero”;
• di aumentare la raccolta differenziata, che dovrà raggiungere almeno il 65% del rifiuto totale entro
il 2012, diffondendo su tutto il territorio comunale il sistema di raccolta porta a porta con
particolare attenzione al rifiuto umido;
• di passare dal sistema a tassa a quello a tariffa, incentivando economicamente la raccolta
differenziata;
• di ridurre ulteriormente l’incenerimento attraverso la costruzione di impianti TMB (trattamenti
meccanici biologici) per separazione meccanica dei rifiuti;
• di ridurre lo smaltimento in discarica;
• di impedire il potenziamento dell’inceneritore, confrontandosi sull’opportunità ambientale ed
economica legata allo spegnimento della vecchia linea e la costruzione di una nuova linea di ultima
generazione, che dovrà però risultare meno inquinante anche nei confronti delle micro particelle e
offrire una potenzialità di incenerimento modulata alle effettive ed esclusive necessità di un
territorio provinciale in breve tempo avviato verso una gestione ottimale del rifiuto differenziato;
• di favorire la progressiva eliminazione sul territorio comunale dei sacchetti di plastica. In accordo
con le categorie interessate potranno essere sostituiti con con materiali realmente biodegradabili,
tipo pasta di riso o altro, già disponibili in commercio.
• di codificare nei diversi strumenti adottati (piani, azioni, ecc.), meccanismi di verifica e di controllo
degli obiettivi prefissati, sì da poter prendere le misure necessarie per raggiungerli, innovarli e
migliorarli.

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
Se si è convinti della premessa, vale a dire del fatto che il territorio è una risorsa in esaurimento. In tal caso,
si potrà fare di necessità virtù: vedere nel governo del territorio uno strumento necessario per il presente, e
un’opportunità importante per il futuro.

Scuola

L’IDEA
Scuola, Cultura, Sport: danno una dimensione all’uomo, uno spazio alla sua esistenza. Parlano un
linguaggio comune che non conosce frontiere, ma che in Italia subisce strane idee, soprattutto in tempi di
crisi economica. Si ricorda l’idea più stupida: ”la scuola è un lusso”. E si risponde con la Costituzione e il buon
senso:” la scuola è un diritto e una necessità”. Investire nella scuola è investire in noi stessi e nel futuro dei
nostri figli: il miglior progetto anticrisi.
Prima ancora di distinguere tra competenze dello Stato o del Comune, o di individuare le risorse finanziarie,
la scuola ha perciò bisogno che l’amministrazione comunale assicuri una volontà: la volontà di crescere
insieme, di progettare, mantenendo l’ottimo servizio scolastico senza balzelli nascosti.

I NUMERI E I PROBLEMI
• a Cattolica sono presenti le seguenti istituzioni scolastiche statali:Un circolo didattico: 4 sezioni di
scuola dell’infanzia e 26 classi di scuola primaria (scuola elementare) per 687 alunni;
• Un istituto comprensivo: 3 sezioni di scuola dell’infanzia , 7 classi di scuola primaria (scuola
elementare), 16 classi di scuola secondaria inferiore (scuola media) per un 593 alunni.
I contributi comunali per l’offerta formativa, per stampati e pulizie sono diminuiti di quasi il 50%, dal 2003 a
oggi. La riforma Gelmini, inoltre, sottrarrà risorse e insegnanti, diminuendo così le ore di compresenza nella
scuola primaria. Ciò causerà difficoltà nell’integrazione dei bambini stranieri e diversamente abili, nonché
molti disagi per le visite didattiche e la gestione dei laboratori. Pochi mesi fa, la Giunta Pazzaglini ha infine
tentato di affidare il servizio di trasporto scolastico a privati. Un progetto scritto con numeri incerti e
pochissime garanzie.

PROPOSTE
• terminare senza altro indugio i lavori per l’asilo Giovanni XXIII;
• offrire maggior disponibilità di luoghi, mezzi e organizzazione per i progetti scolastici;
• garantire il trasporto scolastico pubblico;
• reperire i fondi destinati agli educatori comunali: per accogliere i bambini all’ingresso anticipato,
per assistere gli alunni diversamente abili e offrire assistenza durante la mensa, svincolando così le
ore di compresenza degli insegnanti a favore di attività di laboratorio, uscite didattiche, assistenza
ai bambini stranieri;
• potenziare la mensa biologica e/o con prodotti equo‐solidali;
• promuovere accordi con i Comuni limitrofi per coordinare sia l’offerta formativa sia il sostegno agli
alunni in difficoltà, anche se non residenti nel nostro Comune;
• creare una Ludoteca
• promuovere un Sistema Formativo Integrato, ( collaborazione di tutte le agenzie educative formali,
informali e non formali) investendo energie, umane e materiali, affinché tutti i soggetti operanti sul
territorio possano mettere in rete le loro potenzialità e attività ( ad esempio: la città dei bambini).

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
se si crede nella priorità della scuola e si è disposti ad individuare con criteri di trasparenza e di equità la
ripartizione delle risorse locali tra scuola pubblica e privata, ovviamente nel rispetto di quanto previsto
dall’ordinamento per garantire il servizio scolastico.

Sport

L’IDEA
Lo Sport da una dimensione all’uomo, uno spazio alla sua esistenza, un luogo per la crescita. Parla un
linguaggio che non conosce frontiere reali, semmai l’ottusità di chi vede nel lo sportivo un elettore, e di lui si
ricorda solo nel derby delle votazioni.

I NUMERI E I PROBLEMI
Fanno parte del patrimonio indisponibile di Cattolica 12 impianti sportivi:
• Impianto sportivo calcistico Torconca
• Impianto sportivo calcistico Superga 63
• Stadio Comunale G. Calbi
• Circolo Tennis Cattolica
• Centro Tennistico Cerri
• Palazzetto dello Sport
• Impianto pista di atletica e struttura geodetica (pallone Atletica 75)
• Pista ciclistica di Via Dell’Aquedotto
• Bocciodromo Comunale
• Piscina Comunale
• Palestra Via Del Porto (Basket)
• Palestra Arti marziali Via Del Porto
Inoltre è in essere una convenzione con l’istituto comprensivo, solo per orario extrascolastico (Scuole
Medie Filippini). Le palestrine delle scuole primarie Repubblica e Carpignola sono ad uso scolastico e gestite
direttamente dai dirigenti scolastici, i quali possono metterle a disposizione con orari prestabiliti dalle
associazioni sportive che ne facciano richiesta, contrattando direttamente con loro le eventuali richieste di
rimborso spese (luce, gas).
Attualmente esistono a Cattolica 26 Associazioni sportive, tutte presenti nella Consulta comunale delle
Associazioni sportive. Direttamente, attraverso convenzioni con l’Ente Comunale per la gestione degli
impianti, indirettamente, occupando le ore programmate ad inizio stagione e concordate con l’Ufficio
Sport, ogni associazioni trova spazio e modo di far praticare le singole discipline. Per conoscenza, e anche
per capire la portata degli interessi dello sport locale, di seguito elenchiamo le discipline sportive esistenti
nella nostra città:
A.C.Cattolica calcio, A.C.Torconca calcio, Aldebaran/C.Nuoto, Atletica75, Bocciofila Cattolica, Boxe Team,
Cattolica Kite, Cattolica Volley, Centro Danza, Centro Kiai, Circolo nautico Cattolica, Circolo tennis Cattolica,
Circolo tennis Cerri, Junior Torconca, La nuova Accademia, Moto Club Cattolica, S.C.Cattolica Basket.,
Santos F.C., Shotokan Karate Cattolica, Tae Kwon Do Song Moo Kwan, Taekwondo Olimpic Cattolica, Team
Regina, U.S. Superga 63, Velo Club, Circolo Scacchistico Regina, Puravida.
Come si vede, le attività sportive possibili sono quasi tutte rappresentate. Tuttavia, un discorso sono le
associazioni presenti, altro sono gli spazi a loro disposizione, così come altro ancora sono i progetti
educativi che proprio attraverso il fenomeno sociale che rappresenta lo sport si possono e si devono
applicare contestualmente alla pratica e all’insegnamento della disciplina sportiva. Inoltre, proprio il
sondaggio dell’Arcobaleno ha ripetutamente segnalato come a Cattolica non ci siano spazi attrezzati per
praticare liberamente dello sport, se non si appartiene a una società sportiva.

LA PROPOSTA
Si è ormai consolidato l’avvicinarsi alla pratica sportiva in età sempre minori. Vuoi per la segnalata
mancanza di spazi liberi attrezzati, vuoi per la cementificazione che strangola un po’ tutte le città ‐e la
nostra in particolare‐ con conseguente aumento del traffico e quindi del pericolo di praticare il gioco
all’aperto. Il fenomeno quindi di iscrivere i nostri ragazzi ad una associazione sportiva e alla pratica dello
sport, oggi inizia intorno ai 5‐6 anni di età. Ecco che diventa di massima importanza il ruolo delle
associazioni sportive nel perseguire finalità non solo agonistiche, ma soprattutto educative e di formazione.
A questo proposito esiste a Cattolica come nei comuni della nostra Provincia che vi hanno aderito un
progetto denominato “Fair‐Play” che per una serie di circostanze, non ultima la limitata disponibilità che il
nostro Comune mette sul piatto di questo progetto, non è mai riuscito ad arrivare alla sua completa
attuazione. Per intenderci, il progetto parte dalla primissima infanzia e coinvolge tutte le scuole, dagli asili
dell’infanzia alle medie inferiori, con la partecipazione di insegnanti e associazioni sportive. Lo scopo è lo
sviluppo e la conoscenza del proprio corpo attraverso le capacità motorie e creative di ogni singolo
bambino, con una fortissima impronta educativa al rispetto reciproco, alla solidarietà all’accoglienza delle
diversità senza nessun tipo di competizione. L’Arcobaleno di Cattolica sarà in prima linea, perché crede
fortemente nella filosofia educativa di questi progetti e pertanto propone:
• di dare piena applicazione al progetto “Fair Play”, garantendo le risorse necessarie ed attivandosi
per completare quei percorsi formativi degli attori che lavorano con le associazioni sportive. Ci si
rivolgerà a coloro che già praticano, conoscono e hanno le competenze richieste, al fine di ottenere
le conoscenze necessarie per dare completezza ad un progetto ambizioso quanto prezioso per
l’educazione dei ragazzi.
Come si è visto, numerosi sono gli impianti sportivi comunali affidati in gestione. Alcuni di essi offrono
possibilità di guadagno, altri no; i costi di gestione ordinaria sono poi molto diversi tra loro. La disciplina
delle convenzioni, della manutenzione straordinaria, della gestione in partecipazione col privato è stata
molto sofferta per alcune strutture (ad esempio Stadio Calbi, Piscina comunale, Circolo Tennis in via
Leoncavallo). Inoltre, troppo spesso l’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici, il Tar, la Ragioneria generale
dello Stato hanno ravvisato gravi irregolarità nell’operato dell’Amministrazione comunale. Pertanto, si
propone:
• di dare piena applicazione alla Legge Regionale N° 11 del 2007 sull’affidamento in gestione degli
impianti sportivi pubblici attraverso lo strumento del bando pubblico, cercando di salvaguardare là
dove possibile la conoscenza e la territorialità, nonché la progettazione delle associazioni sportive
locali;
• di avviare con la partecipazione di tutte le associazioni presenti, l’istituzione di una Polisportiva che
possa rappresentare tutte le associazioni sportive presenti sul territorio, pur mantenendo
inalterate la loro autonomia e le singole peculiarità. La polisportiva, in quanto riconosciuta come
soggetto giuridico, apre prospettive importanti sul mondo dello sport locale. Una polisportiva di
3500‐4000 iscritti, frutto della sommatoria dei praticanti le singole discipline, aprirebbe infatti la
strada a progetti sostenuti dal credito locale o dall’I.C.S (Istituto Credito Sportivo gestito dal CONI). I
suoi stessi numeri, e il carattere rappresentativo del soggetto, porterebbero poi la Polisportiva ad
assumere un peso maggiore nei confronti dell’Ente Comunale senza più le diffidenze legate all’idea
di favoritismi più o meno reali. La Polisportiva avrebbe infine la possibilità di gestire gli impianti
Comunali con spese minori dell’affidamento diretto, portando così un risparmio per ambedue i
soggetti in convenzione. In proposito possono essere d’aiuto due siti internet: Comitato Regionale
CONI Emilia‐Romagna
e “Provincia di Modena”. Il primo indica le possibilità e i vantaggi di una polisportiva, nonché la forma migliore da adottare per costituirla, il secondo, le modalità di accesso al credito delle polisportive.
Numerosi sono i contributi finanziati dalla comunità Europea per progetti dettagliati di riqualificazione e
creazione di nuovi spazi finalizzati alla pratica sportiva e al turismo sportivo. Si potrebbero creare
opportunità interessanti anche per i nostri operatori turistici. Pertanto, si propone:
• di realizzare un piano per un turismo sportivo programmato, cercando nella progettualità e nelle
risorse offerte dalla Comunità europea lo strumento per garantire continuità a investimenti di
breve e lungo termine. Oggi, infatti, per essere “appetibili” dalle federazioni sportive non basta
avere l’impiantistica necessaria, ma anche strutture adibite alla presentazione degli eventi, come
sale stampa, sala accoglimento atleti, famiglie e addetti al seguito. Naturalmente il tutto supportato
da una logistica che vada dall’accompagnamento alle sedi di gara a percorsi di conoscenza cittadina
per far conoscere la nostra immagine. Un investimento a lungo termine, col coinvolgimento delle
categorie della città e l’interlocuzione di una Polisportiva potrebbe dare spazio alla creazione di una
“cittadella dello sport”.
Ultimo ma non ultimo punto è la individuazione e realizzazione di uno spazio libero attrezzato ove
praticare gratuitamente lo sport, per divertirsi senza i rigidi orari di allenamento. Pertanto, proponiamo:
• di individuare un luogo (terreno antistante alla chiesa di San Benedetto?), ma sarebbe auspicabile
più luoghi, per ritrovarsi, stare assieme, giocare in sicurezza. Non sono necessari grandi sforzi
economici da parte dell’Ente, basta mettere in sicurezza questi luoghi con economiche reti
metalliche, e farli custodire, per esempio, dagli anziani che già collaborano con il comune per far
attraversare i bimbi a scuola e, infine, trovare una collaborazione con le associazioni sportive per
creare e mettere a disposizione le attrezzature utili alla pratica sportiva (un paio di canestri, una
rete con supporti da pallavolo,ecc.). La promozione che ne deriverebbe anche per le associazioni
sportive non sarebbe da sottovalutare.

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
Se si capisce cosa può rappresentare lo sport per la formazione di un ragazzo, la vita di un adulto,
l’immagine e l’economia di una città. Il ritorno è enorme. Se si mettono in campo convinzione,
professionalità e progettualità, è possibile trovare le risorse necessarie pubbliche e private.

Trasparenza e Legalità, Partecipazione e bilancio

L’IDEA
Trasparenza, Legalità, Partecipazione sono principi operativi: strumenti che devono impregnare ogni atto
dell’amministrazione. Il bilancio è invece uno strumento contabile di verifica e di previsione economicofinanziaria.
Una politica seria misura la forza delle sue idee con i progetti sostenuti da un bilancio credibile.
Abbinato a questi principi, il bilancio diventa perciò una sorta di “prova del nove” sull’osservanza delle
regole.
È bene ricordarlo.
La Legalità è rispetto della legge, confortata da un obbligo etico e una necessità economica. Senza legalità
nell’esercizio di una funzione pubblica, la tenuta democratica ed economica di una società è messa in
pericolo. Per questo non c’è una corruzione buona e una cattiva, non c’è un abuso buono e uno cattivo.
Tutto ciò che è corruttela e abuso di una funzione pubblica è solo cattivo. È un illecito. La guardia dev’essere
altissima.
Una pubblica amministrazione non può permettersi il lusso nemmeno del sospetto: ne va della sua
credibilità, dunque, della legittimità e della possibilità di bene operare. La Trasparenza è il procedere e
l’aspetto di un’amministrazione pubblica che ricorda di svolgere una funzione a servizio del cittadino, e sa
che il solo rispetto formale delle regole non basta: è affare da Azzeccagarbugli. Il cittadino ha diritto e
bisogno di sapere cosa fa la pubblica amministrazione, e la trasparenza è il principio che lo permette. Non è
un’esagerazione: il Comune di una città dovrebbe avere le pareti di vetro.

I NUMERI E I PROBLEMI
I numeri sono troppi, i problemi anche. Si prova a darne qualcuno.
A fronte di entrate correnti di € 26.253.000, l’indebitamento è pari a € 36.725. 000.
La spesa per i soli interessi passivi è di 2.073.438 e, se nel 2004 era di € 64,54, oggi si è raddoppiata a €
124,4 . Ogni variazione del tasso d’interesse incide enormemente sul nostro bilancio, anche quando il tasso
d’interesse è in discesa, per via dei contratti di finanza derivata (Swap) accesi dall’Amministrazione
comunale. Questi Swap, nel 2009 ci faranno perdere € 240.000, nel 2010 € 275.000, nel 2011 €185.000. €
32.029.000 di debito sono già stati rinegoziati, portando l’indebitamento medio da 15,6 a 22,4 anni. A
questi debiti si aggiungono € 8.160.187 più interessi maturati dal 2007 della Fondazione Regina Maris (dati
2007 non più aggiornati nei documenti contabili del Comune) e questioni giudiziarie pendenti con gravi
riflessi sul bilancio (eredità Giovannini, Saccarifera, Bus Terminal, Swap).
La spesa per investimenti è passata da € 1.435 per abitante del 2002 agli attuali € 171 per abitante.
Tutta la gestione contabile rappresenta un problema. Ragioneria generale dello Stato, Autorità di vigilanza
dei lavori pubblici, TAR, Corte dei conti sono intervenuti su singoli punti e hanno ravvisato numerose e gravi
irregolarità. La trasparenza della macchina amministrativa è risibile; il controllo, impresa titanica.
L’Amministrazione e la maggioranza hanno sempre rifiutato le riprese televisive (costo € 5.000 per un
anno). La partecipazione e la conoscenza degli atti amministrativi più importanti, anche quando
espressamente richiesti dalla legge, sono diventate farsa. L’approvazione di bilancio avveniva nel profondo
della notte. Gli strumenti urbanistici che disegneranno la città per i prossimi 15 anni sono stati approvati in
piena estate (10.8.2008) e l’ultimo giorno utile di questa legislatura (21.4.2009). Le interrogazioni e le
interpellanze presentate dai Consiglieri ricevevano risposta dopo mesi, quando la ricevevano. L’accesso agli
atti è stato ostacolato con dinieghi, ricorso all’avvocatura civica, adempimenti parziali, in genere,
accampando questioni di privacy o con minacce di querele (vedi sezione video nel sito.
La riforma dello Statuto comunale è stata abbandonata dalla maggioranza dopo aver imposto
l’emendamento che ha portato a sette il numero degli assessori ammessi in Giunta.

LE PROPOSTE
Se per far politica ci vogliono risorse finanziarie, strumenti normativi, capacità politiche e competenze
gestionali, non meraviglierà scoprire che singole problematiche sono state già trattate nelle schede su
Scuola, Governo del territorio, Cultura, Giovani, Anziani, Sport, Casa e Sociale. Nello specifico qui si
propone:
• le riprese televisive dei consigli comunali per tutta la durata della legislatura;
• le riprese delle commissioni consiliari da trasmettere in streaming via internet;
• la semplificazione del bilancio da portare a conoscenza dei cittadini (sistema presentato
dall’Arcobaleno fin dal 2004 e realizzato in 4 pagine di un foglio di calcolo),
• la realizzazione di un nuovo Statuto e revisione dei regolamenti connessi, a partire da quello di
contabilità finanziaria;
• il monitoraggio della situazione contabile, patrimoniale ed economico‐finanziaria dell’ente, anche
avvalendosi della consulenza di ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e ANCREL
(Associazione NA;
• l’impugnazione giudiziale della Convenzione “Bus Terminal” con addebito dei danni, coordinando
tale attività agli accertamenti dell’autorità giudiziaria dopo la segnalazione della Regione delle gravi
irregolarità;
• la risoluzione dei contratti di Swap, anche in considerazione del fatto che il dirigente comunale che
li ha firmati è stato declassato dietro segnalazione della Ragioneria Generale dello Stato perché non
aveva i titoli per ricoprire il ruolo di dirigente, dunque, non poteva essere un “operatore
qualificato” così come richiesto dalla legge per la stipula di questo tipo di contratti di finanza
derivata;
• azione di risarcimento danni nei confronti dei dirigenti e dei politici che hanno arrecato gravi danni
all’Amministrazione. Non si tratta solo di un atto dovuto, ma ha anche riflessi economici, visto che
per essi è stata accesa una copertura assicurativa;
• il confronto e la diffusione delle buone prassi degli altri enti locali;
• di stimolare la partecipazione del personale comunale ad eventi di formazione mirati per
promuoverne l’eccellenza nel proprio settore;
• di razionalizzare le consulenze esterne e valorizzare quelle interne con vincoli di risultato;
• di introdurre il difensore civico al fine di rafforzare e completare il sistema di tutela e di garanzia del
cittadino nei confronti delle pubbliche amministrazioni e per assicurare e promuovere il pieno
rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione;
• di avviare un bilancio partecipativo;

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE
Cittadini non si nasce, si diventa. Non si chiede una delega in bianco nel momento del voto ma un impegno
a iniziare un percorso di “educazione” reciproca alla partecipazione. Nella ricerca di nuove forme di
gestione della cosa pubblica che facciano incontrare la democrazia rappresentativa (noi, se eletti) con la
democrazia diretta (la voce di ognuno di voi) si può arrivare a un “governo attraverso la discussione” che
certo non rinuncia né si preclude la capacità di decidere. E quale contenuto migliore da cui partire per
avviare questo processo se non col bilancio della città, in cui i differenti bisogni e aspettative dei cittadini e
delle loro forme di vita associata devono trovare sintesi percorribili e soluzione, affinché il confronto
diventi stimolo all’individuazione delle soluzioni più opportune?
Non vogliamo abdicare alle nostre responsabilità di amministratori ma, qualora eletti, opereremo perché i
frutti della vostra Partecipazione si traducano nell’individuazione di priorità precise e la Giunta sia vincolata
all’approvazione conseguente di progetti specifici. Occorre coraggio politico per passare da una concezione
della Partecipazione come consultazione su decisioni e strategie urbane già prese per ottenere consenso,
all’attivazione di sistemi decisionali in cui strategie e programmi di futuro si formino con il concorso degli
attori consultati. Noi ci sentiamo portatori di questo coraggio perché crediamo vi si ritrovi il senso
appassionante della Politica.

Per il turismo, il commercio, l’artigianato

L’IDEA
Per poter distribuire qualcosa, occorre qualcosa da distribuire. Ma se per creare ricchezza, occorre investire;
per investire occorre la coesione sociale che permette di fare delle scelte secondo un progetto di comunità:
di individui che crescono insieme ad altri individui.
Molto dell’economia cittadina ruota intorno al turismo. Pertanto si offrirà un quadro d’insieme partendo da
esso. E di turismo non si può discutere due mesi prima della stagione. Non si può giocare a scarica barile sul
“chi mette i soldi”. Occorre progettare. Mettere insieme il patrimonio di esperienze, la storia e l’orgoglio di
chi lavora e di rischia; unire le forze tra pubblico e privato e misurare i risultati secondo criteri di efficienza,
consapevoli della scarsità di risorse e anche del sacrificio sociale che comportano investimenti pubblici
senza ritorno economico.

I NUMERI DEL TURISMO.
Prima dei recenti cambi di destinazione autorizzati dall’amministrazione comunale, Cattolica vantava 220
tra hotel alberghi e pensioni, 7 residence, 10 meublé, 7 garni. Le attività commerciali, esclusi i grandi centri
tipo Diamante sono circa 600, tra invernali ed estive, con un’interessante varietà di categorie
merceologiche.
Il turismo straniero è in forte crisi. Il riposizionamento sui mercati è incerto e sempre più influenzato dalle
vicende economiche globali. Ma il 68% degli italiani opterà per il mare. Nella prima metà di aprile il 43,5%
ha già deciso dove trascorrere le vacanze; il 32, 5%, no; il 24% non farà vacanze. Si tratterà sul prezzo. 15
milioni di dipendenti pubblici non sentiranno nell’immediato gli effetti della crisi. 4,5 milioni hanno pensioni
dignitose, 8 milioni sono abbienti. Il 42% prenota almeno due mesi prima, il 48% non prenota o lo fa
all’ultimo „minuto“. Il 19% degli italiani preferirà l’estero. La voglia di dimenticare, farà da traino per
l’Adriatico. Verranno premiate „destinazioni considerate sicure per sé e la famiglia“, oltre che accoglienti e
divertenti. La percezione del prezzo più conveniente sarà importante. Ma solo 4 italiani su 10 sono infedeli
e pronti a cambiare destinazione (indagine Trademark Italia: 1270 interviste telefoniche dal 25 marzo al 3
aprile 2009). Insomma, forse qualcuno verrà a Cattolica perché “costretto”. La sfida è fare in modo che tutti
tornino a Cattolica per scelta.

I PROBLEMI
Cattolica ha bisogno di risorse, ma ancor più di un progetto sorretto da un’identità. Rimini, Riccione,
Misano hanno investito nel fieristico, nel congressuale, nel turismo giovanile e in quello sportivo. Ma qual è
l’identità di Cattolica? L’immagine di turismo familiare è assai sbiadita; turismo congressuale, giovanile,
sportivo vivono in città momenti episodici.
Lo stato deplorevole della manutenzione urbana poi non aiuta; la gestione improvvisata degli eventi, come
delle scelte urbanistiche, invece di generare nuova ricchezza l’hanno dissipata senza offrire un progetto di
sviluppo che porti beneficio a tutta la comunità. Anzi. Zone della città vengono privilegiate rispetto ad altre,
ingenerando l’idea che la sopravvivenza della propria attività commerciale sia legata alla giusta “entratura
politica”. Si alimenta così egoismo cieco e ostilità tra quartieri come tra categorie.
Troppi cambi di destinazione, dall’alberghiero al residenziale, hanno inoltre indebolito il sistema turistico.
Globalizzazione, ipermercati, difficoltà a diversificare i prodotti verso un tipo di turismo necessariamente
attento alla spesa hanno invece messo in forte difficoltà il commercio cittadino. La creazione di nuovi punti
commerciali non ha aggiunto ricchezza, al più l’ha spostata da un settore all’altro della città, o ad altre
città.
Imprese artigiane hanno visto venir meno possibilità di lavoro data l’incapacità dell’amministrazione di
portare avanti con equilibrio un progetto globale di città. Quel che sta succedendo alle attività del porto
dimostra come questa amministrazione non sia riuscita a valorizzare veramente l’investimento pubblicoprivato,
garantendo la compatibilità tra diporto, marineria e attività artigiane legate al rimessaggio delle
imbarcazioni.
Le problematiche sono legate tra loro. Il bilancio mostra sofferenze gravi cui si è fatto fronte con una
politica di annunci, incompetenza e vendite del patrimonio comunale a scapito di scelte strategiche oculate
che si sono riflesse anche sul turismo (svendita colonia Ferrarese, bandi piazzale delle corriere, bus
terminal, vendita dei parcheggi pubblici, trasformazione dei cinema del centro in abitazioni e uffici,
gestione della mobilità/parcheggi in mano privata).
La Regione non è particolarmente attenta alla Riviera di Rimini, che poco cita anche nei portali informatici
destinati a promuovere il turismo regionale. Modo ed entità degli
investimenti regionali invero riflettono la carenza di investimenti dello Stato nell’industria turistica italiana.

Negli anni passati Cattolica ha investito molto. Ma non sempre bene, e non sempre al giusto prezzo. Il
disequilibrio nel rapporto pubblico‐privato, la mancata manutenzione degli arredi urbani, l’incapacità di
portare a termine i progetti cercando equilibrio tra interessi concorrenti in un’ottica che guardi al
complesso della città ha determinato difficoltà che non possono più essere nascoste, ma devono trovare
una soluzione con misure strutturali e un diverso modo di fare politica.

L’ARCOBALENO PROPONE
Il turismo vive in una città vivibile. Turismo, commercio, artigianato hanno bisogno di un’amministrazione
capace di ascoltare, coordinare, intervenire. Molte delle nostre proposte coinvolgono tematiche
approfondite in altri settori cui si rinvia (Bilancio, trasparenza, gestione del territorio, politiche ambientali e
sociali). Fermo rimane che ogni scelta strategica per la città verrà discussa e arricchita dal confronto con i
cittadini secondo i principi di partecipazione e di trasparenza. Per punti, qui si propone:
• di presentare entro 100 giorni dalle elezioni, il monitoraggio e un piano di manutenzione ordinaria
di marciapiedi, strade, edifici pubblici per tutta la durata della legislatura;
• di presentare per il bilancio di previsione 2010, l’elenco degli interventi di manutenzione
straordinaria delle infrastrutture pubbliche, cui si adeguerà il piano degli investimenti triennali;
• di presentare per il bilancio consuntivo giugno 2011, la verifica dell’adeguatezza degli interventi
urbanistici e individuazione delle aree strategiche di sviluppo turistico‐commerciale‐artigianale;
• di riprendere il controllo e di avviare l’attività del bus terminal, stimolando il “turismo su bus”
italiano e straniero;
• di ridurre gli effetti dovuti alla mobilità delle merci, investendo in city logistics, in coordinamento
con i comuni limitrofi e le categorie economiche;
• di completare il piano spiaggia tra il Kursaal e il porto; con possibile intervento sulle scogliere, la
cura delle spiagge libere, la pedonalizzazione del lungomare, il riordino delle strutture precarie
insistenti sull’arenile durante l’inverno.
• di valorizzare quelli che sono dei veri e propri centri commerciali naturali: le strade pedonalizzate
della nostra città, anche prevedendo la possibilità di coperture da intemperie e facilitazioni nei
sistemi parcheggi;
• di presentare entro febbraio di ogni anno, il progetto “Cattolica quattro stagioni”: programmazione
e confronti con le parti economiche, a partire da ottobre 2009, per l’individuazione delle iniziative
necessarie alla destagionalizzazione e alla copertura dei periodi critici (ad es. prima settimana di
luglio), con l’individuazione di nicchie e fenomeni turistici, anche cercando di fidelizzare il cliente
con week‐end “fuori stagione”. In particolare, si individueranno progetti, strutture e risorse per la
valorizzazione del turismo giovanile, familiare, per la terza età, infanzia, donne, culturale, sportivo,
associativo, ambientale, aziendale, minicongressi, enogastronomico. Si potranno pure sfruttare
eventi di località vicine, offrendo pubblicità e servizi di trasporto adeguati;
• di valutare insieme agli operatori opportunità e costi per un turismo ecostenibile, con
defiscalizzazioni e incentivi a chi investirà in tal senso. In particolare, prevedendo programmi
generali di riqualificazione delle strutture, con incentivi per l’accorpamento e l’arretramento delle
strutture medesime iper l ripristino delle visuali a mare. In generale, si valuterà insieme il modo di
favorire le performance ambientali da parte delle imprese turistiche attraverso l’adozione di sistemi
di gestione ambientale, marchi ecologici volontari, acquisti verdi, prodotti a km 0.
• di presentare il progetto “Cattolica città‐giardino”. Il sondaggio svolto dall’Arcobaleno ha infatti
dimostrato che tra il 65% e il 70% dei cittadini, a seconda dell’attività svolta, è favorevole alle isole
pedonali. Premesso un ampio confronto anche sulla necessità di creare strutture adeguate, prime
tra tutte la collocazione e diversificazione dei parcheggi consentendo l’accesso ai residenti e agli
ospiti delle strutture alberghiere, si propone di liberare dal traffico ampie zone della città. Le
dimensioni di Cattolica rendono il progetto possibile. Ad esso si aggiunge l’idea di regolare i flussi
del traffico in modo da facilitare l’abbandono dell’automobile (Piano traffico). In tal senso, si
avvierà il progetto “Cattolica città a senso unico”. Vale a dire, rendere dominante in città il traffico
automobilistico a senso unico al fine di favorire la realizzazione di piste ciclabili, di parcheggi, e
l’ampliamento dei marciapiedi anche a vantaggio dell’alberatura che, non più soffocata, ridurrà i
danni ai marciapiedi mantenendo un microclima accettabile senza l’abuso di sistemi di
refrigerazione;
• di migliorare il trasporto pubblico, in particolare tra periferia e centro, Navi‐porto, ospedale e con
le città di Rimini e Riccione (treno, filobus, metrò di costa);
• di sviluppare il car‐ e, soprattutto, bike sharing, nonché l’uso di auto elettriche con facilitazioni nei
parcheggi e accesso al centro, tutto ciò anche al fine di limitare il pesante tasso di inquinamento e
impedire il blocco del traffico causato dal superamento della soglie di legge;
• di valorizzare gli spazi verdi ‘di risulta’, angoli di verde di fatto non utilizzabili ma comunque godibili
visivamente da parte della cittadinanza, trasformandoli in aree boscate, da attuarsi in stretta
collaborazione con la Guardia Forestale, che fornirà le piantine, da mantenere a cura dei giardinieri
comunali. Si creerà così un pur minimo deterrente alla vendita dei terreni pubblici, incrementando
al contempo la qualità della vita nel quartiere interessato. È da notare che nel PSC sono previste in
corrispondenza di talune di queste aree una destinazione “ECO” come standard di verde
ambientale non intaccabile;
• di recuperare la Cattolica Storica. Di fatto, il centro storico è stato abbandonato al suo destino,
anche se episodicamente sono stai effettuali alcuni interventi (v. Anno giubilare e conseguente
Museo della Regina), sino a far dimenticare l’origine medievale di Cattolica. Occorre perciò
recuperare il percorso storico, valorizzando le attività commerciali presenti, creando eventi
specifici, riproponendo la memoria perduta, ricostruendo un’identità. Un esempio: il nostro
personaggio storico più insigne, il pittore barocco Cesare Pronti, citato in numerosissimi testi anche
storici relativi alla pittura italiana dell’epoca, è totalmente ignorato: nel 2008 si è persa l’occasione
di celebrare il 300° anniversario della sua morte;
• di valorizzare le recenti, importantissime, scoperte archeologiche in zona porto (anfore) e Video
Gioco Sport (Stele Daunia, villaggio dell’età del bronzo, necropoli romana), organizzando percorsi
culturali ed eventi adeguati con promozione di pacchetti turistici a tema in grado di sviluppare il
pregio del locale con l’interesse per il globale che la cultura cattolichina ha sempre saputo
esprimere con punte di eccellenza;
• di recuperare un corretto equilibrio tra il diporto, la marineria, e le attività artigiane connesse,
mettendo in sicurezza il porto con la realizzazione del molo di levante, recuperando gli spazi
possibili e un travel lift adeguato per l’attività di rimessaggio;
• di presentare entro febbraio di ogni anno la programmazione eventi e partecipazione al settore
fieristico, con adeguamento delle risorse da inserire nel bilancio consuntivo di giugno;
• di sviluppare sinergie con i comuni dell’entroterra (Valle del Conca e Montefeltro) e quelli limitrofi
(Gabicce, Gradara, San Giovanni) per la programmazione, pubblicizzazione e gestione di eventi, così
come di servizi comuni;
• di migliorare la comunicazione comunale, distinguendo in internet il portale istituzionale del
Comune da siti di promozione turistica, tuttavia, reciprocamente richiamabili con un link;
• di realizzare nei siti promozionali database profilati in base alle richieste dei clienti, in modo da
poter informarli con newsletter promozionali per quelle nicchie di turismo a cui sono interessati.
• di incentivare l’adozione sul territorio comunale di antenne per la telefonia meno potenti anche se
più diffuse, acquistando inoltre sistemi di monitoraggio per una verifica indipendente delle
emissioni.

TUTTO QUESTO È REALIZZABILE?
Sì, se l’Amministrazione crede in se stessa, ha il sostegno di decisione condivise con i cittadini e ottiene
gestisce gli interessi privati perseguendo gli interessi pubblici. Se sa affrontare i problemi per risolverli
prima, ed evitarli poi. Se ha un progetto sorretto dalla forza dei principi, e cerca le competenze e la capacità
per “reinventare” l’industria che ha reso ricca la nostra terra.
Finora l’Amministrazione si è rivolta col cappello in mano a Regione, Provincia, privati. Ha ottenuto poco,
male e sotto campagna elettorale. Sorridendo, ma non troppo, non chiediamoci cosa altri possono fare per
noi, ma cosa noi possiamo fare insieme ad altri. Perché Cattolica non ha bisogno di assistenza, ma di
partner.

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Written by Arcobaleno

agosto 19, 2009 a 1:48 am

Una Risposta

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  1. […] gli interessati a visitare il nostro sito, all’interno del quale si può vedere come nel nostro programma elettorale il centro cittadino era da noi già visto come il più grande centro commerciale all’aperto. […]


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