Arcobaleno Cattolica

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UNITI CONTRO IL RAZZISMO

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CATTOLICA, RIMINI, GABICCE E PESARO UNTI CONTRO IL RAZZISMO E LA XENOFOBIA.

Dopo l’aggressione ai danni di due ragazzi stranieri, avvenuta a Cattolica la mattina di Pasquetta, il sindaco di Cattolica Piero Cecchini, dove risiede il giovane nigeriano ferito, il sindaco di Gabicce Mare Corrado Curzi, dove vive invece l’altra vittima dell’aggressione, insieme al sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e ai presidenti delle province di Pesaro-Urbino e Rimini, rispettivamente Matteo Ricci e Stefano Vitali, hanno deciso di organizzare un SIT IN DELLA PACE.

E così, giovedì 12 aprile – alle ore 18,00 – davanti a Palazzo Mancini, amministratori e cittadini si ritroveranno per ribadire i valori su cui poggiano le radici di questi territori e di tutto il Paese: integrazione, solidarietà e coesione sociale.

La comunità di Cattolica è ancora scossa per l’accaduto dell’altro giorno: una violenza intollerabile, un fatto che non ha precedenti nella nostra Città e che nulla ha a che fare con i nostri valori e sulle nostre tradizioni basate sulla cultura dell’accoglienza e dell’integrazione sociale – spiega il sindaco Cecchini – “Ecco perchè dalle istituzioni deve partire un segnale forte, che esprimeremo nel sit-in di giovedì pomeriggio a cui invito a partecipare tutti i cittadini di Cattolica e non solo. Da quella piazza dovremo lanciare un messaggio chiaro. Un’iniziativa simbolica che, oltre a ribadire la nostra solidarietà ai due ragazzi vittime dell’aggressione e alle loro famiglie, dovrà servire per gettare le basi per una riflessione seria e approfondita. Non è importante se gli aggressori fossero pesaresi o meno, o se il fatto sia avvenuto a Cattolica o altrove. Dobbiamo interrogarci sul perchè in quelle giovani menti messaggi di odio razziale, antisemitismo e violenza riescano ancora a fare breccia.

Dobbiamo interrogarci su quale contributo ulteriore istituzioni, scuola e famiglia possano dare ai nostri giovani. E là trovare gli anticorpi giusti per sconfiggere definitivamente il virus del razzismo e della xenofobia. Il punto di partenza giusto è sicuramente la valorizzazione della nostra carta costituzionale e della manifestazione del 25 aprile.

Strumenti e iniziative in cui possiamo trovare i valori fondanti del nostro paese.”

“STOP al razzismo” è l’appello che lancia anche il presidente della provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci : “Esprimo profonda indignazione per i gravissimi fatti di Cattolica, da stigmatizzare senza mezzi termini. La vicenda che ha portato all’accoltellamento di due ragazzi extracomunitari non va sottovalutata: nessuna tolleranza per gli estremismi violenti.

Domani, in occasione dell’incontro organizzato insieme al comune di Cattolica e al comune di Gabicce Mare, lo ribadiremo chiaramente. Ogni tentativo di violenza con matrice razzista, estraneo alla nostra cultura e alla nostra storia, va immediatamente isolato e stroncato dalla reazione della comunità provinciale. Anche dalla nostra provincia totale solidarietà alle vittime e alle loro famiglie”

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Written by infoarcobaleno

aprile 11, 2012 at 7:00 pm

Convocazione Consiglio comunale del 26/03/2012

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CONVOCAZIONE 

CONSIGLIO COMUNALE

Ai sensi dell’art. 14 – comma 2° – dello Statuto, il Consiglio Comunale è convocato in seduta ordinaria – 1^ convocazione per il giorno:

LUNEDI’ 26 MARZO 2012

inizio alle ore 19,00

ed eventuale prosecuzione a

GIOVEDI’ 29 MARZO 2012

inizio alle ore 21,00

presso la sala Consiliare della Residenza Municipale

– PALAZZO MANCINI –

per la trattazione – in seduta pubblica – del seguente

ORDINE DEL GIORNO:

1. PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI PER IL TRIENNIO 2012 – 2014 – APPROVAZIONE EX ART. 58 LEGGE N. 133/2008;

(Proponente: Assessore Cibelli)

2. APPROVAZIONE PROGRAMMA TRIENNALE DEI LAVORI PUBBLICI 2012/2014 ED ELENCO LAVORI ANNUALI 2012;

(Proponente: Sindaco)

3. DETERMINAZIONE DELLE QUANTITA’, QUALITA’ E PREZZI DELLE AREE CEDIBILI IN DIRITTO DI SUPERFICIE O IN PROPRIETA’ DA DESTINARSI A RESIDENZA, ATTIVITA’ PRODUTTIVE E TERZIARIE;

(Proponente: Assessore Ubalducci)

4. PIANO TRIENNALE 2012 – 2014 DI RAZIONALIZZAZIONE SPESE DI FUNZIONAMENTO EX ART. COMMI 594 E SEGUENTI DELLA LEGGE FINANZIARIA 2008;

(Proponente: Sindaco)

5. REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELLA TASSA PER LA RACCOLTA E LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI (TARSU) – MODIFICHE – APPROVAZIONE TESTO COORDINATO;

(Proponente: Vicesindaco)

6. ISTITUZIONE DELL’IMU. APPROVAZIONE DEL RELATIVO REGOLAMENTO;

(Proponente: Vicesindaco)

7. DETERMINAZIONE ALIQUOTE E DETRAZIONI IMU ANNO 2012;

(Proponente: Vicesindaco)

8. ISTITUZIONE IMPOSTA DI SOGGIORNO. APPROVAZIONE DEL RELATIVO REGOLAMENTO COMUNALE E DELLE TARIFFE PER L’ANNO 2013;

(Proponente: Vicesindaco)

9. BILANCIO DI PREVISIONE 2012, BILANCIO PLURIENNALE E RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA 2012/2014: APPROVAZIONE;

(Proponente: Vicesindaco)

10. INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: PRESENTAZIONE E RISPOSTE;

11. COMUNICAZIONI DEGLI AMMINISTRATORI;

12. PERMESSO DI COSTRUIRE CON ALLINEAMENTO AD EDIFICI ESISTENTI PRAT. 367/2011 DITTA GERBONI GIORGIO;

(Proponente: Assessore Ubalducci)

13. APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI CATTOLICA E L’UNITÀ SANITARIA LOCALE DI RIMINI PER L’ESERCIZIO DELLE FUNZIONI SOCIO-ASSISTENZIALI DELEGATE ANNI 2012-2013;

(Proponente: Assessore Galvani)

14. “REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO SOCIALE” A FAVORE DI ANZIANI, DISABILI E PERSONE IN DIFFICOLTÀ ASSISTITE DALL’UFFICIO POLITICHE SOCIALI DEL COMUNE DI CATTOLICA.

(Proponente: Assessore Galvani)

Il Presidente

del Consiglio Comunale

Dott. Paolo Russomanno


Il centrodestra ci mette la faccia

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CATTOLICA – “Ci hanno fatto una proposta spiazzante”.
E’ questo, parole di Enrico Del Prete, il risultato dell’incontro dell’altra sera tra Arcobaleno, da una parte, e PdL e Lega Nord dall’altra.
La proposta “spiazzante”, e che nessuno si aspettava dopo quanto dichiarato in precedenza dai rappresentati locali della Lega, è stata quella di dare vita a una lista – senza simboli – che dal centrodestra si allei con l’Arcobaleno. Non sappiamo se hanno anche discusso del probabile candidato sindaco (e di chi sarebbe stato espressione), ma certo è che aver rinunciato ai simboli per andare comunque a fare un’alleanza che mandi a casa la – in questo caso quanto mai giusta come definizione – “vecchia politica”, è un’azione che indica quanto mai siano intenzionati a dare un taglio con il passato.
Così ora la palla ritorna nel campo dell’Arcobaleno, che a questo punto non ha più alibi per “nicchiare” davanti a un’alleanza con un centrodestra senza simboli, ma deve però cercare di far convivere il tutto con i suoi alleati interni che si rifanno ideologicamente al centro – sinistra, se non solo alla sinistra.
Così ora l’Arcobaleno è costretto a prendere tempo e, già da lunedì sera, si terrà una riunione con tutte le forze politiche e civili che lo formano per discutere il che fare .
Il tutto, inutile dirlo, è anche e soprattutto legato a cosa accade a livello governativo nazionale. Se infatti è ipotizzabile che PdL e Lega Nord rinuncino a simboli e marchi in caso di sole elezioni amministrative locali, ben difficilmente gli organi centrali dei due partiti permetteranno, nel caso che si debba tornare alle urne anche per parlamento e senato, di dare vita a una lista civica che non faccia da traino per il nazionale .
Così ora diventa quanto mai importante il prossimo, e già programmato, incontro tra Arcobaleno e Pd. Infatti la partita si gioca
tutto tra i due partiti che, al momento, a Cattolica rappresentano gli elettori del centrosinistra. Elettori che, nonostante la voglia di cambiare che si respira, di vedere a Palazzo Mancini persone di centrodestra a governare sembra proprio che non ne vogliano sapere.
Forse non saremo ancor al montanelliano “turiamoci il naso”, ma certo è che una eventuale alleanza di Arcobaleno con liste con sui simboli di PdL e Lega Nord rischia di perdere quell’ala sinistra che rappresenta una bella fetta di voti per Del Prete e Co .
Insomma, da ora in poi si “gioca a scacchi”, con l’Arcobaleno pronto a chiudere verso il centrodestra solo se il Pd accetterà delle condizioni (che, seppur detto in maniera diversa) assomigliano non poco a quelle dettate da Sergio Gambini per fare il candidato sindaco del partito. Chiaro che l’Arcobaleno chiede il candidato sindaco, oppure il ricorso alle primarie di tutta la eventuale futura coalizione.
Il massimo sarebbe il presentare delle liste formate da “facce” più che da simboli e partiti, ma su questo punto c’è ancora molto, forse troppo, da lavorare.

di Epifanio Pierantozzi

Sergio Gambini conferma le ragioni dell’Arcobaleno

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Tratto da La Voce del 16 gennaio 2011

CATTOLICA – Riceviamo e pubblichiamo, con un commento a fianco (*), questo comunicato di Sergio Gambini, cattolichino ed ex onorevole del Pd.
“Si sono susseguite, nei giorni scorsi notizie di stampa circa una mia candidatura a sindaco di Cattolica.
Non amo l’intervento di smentita e tuttavia l’insistenza delle voci, e il riferimento ad ambiti di partito nei
quali si sarebbe usato a sproposito il mio nome, mi costringono a questo punto ad intervenire. – scrive Gambini- La notizia riportata dai quotidiani locali non ha alcun fondamento. Intanto perché non mi sarei mai
sognato di `autocandidarmi”, come è stato invece scritto, né d’altra parte ho mai dato la disponibilità a una richiesta in questo senso. Al contrario, nell’unico colloquio che nei giorni scorsi ho avuto su questo argomento, ho chiarito le molte ragioni personali e politiche che escludono e sconsigliano un mio impiego, e ho indicato l’unica condizione che potrebbe giustificare un diverso avviso”.
“Mi sono riferito alla necessità di una presa d’atto della situazione di emergenza nella quale si trova il Comune di Cattolica, al necessario varo di un severo piano di risanamento finanziario, ai sacrifici a esso connessi e alle riforme a costo zero che occorre intraprendere per evitare che il rigore si traduca semplicemente in riduzione dei servizi. Infine, alla convinzione che per salvare Cattolica dal dissesto finanziario, e dal conseguente declino economico e sociale, occorra una ‘tregua civica’ e una larga coalizione trasversale per governare l’emergenza”.
“Solo in questa situazione capirei la scelta di rivolgersi a una persona come me, il cui unico merito è quello di essere stata estranea ai pasticci e alle contrapposizioni degli ultimi 15 anni cattolichini e di avere coltivato, nelle mie diverse esperienze, un profilo bipartisan. Se quella fosse la necessità individuata dalla politica locale, allora forse dovrei cominciare a pensarci seriamente”.
“Sinceramente non so però se il Pd, il maggior partito di Cattolica e al quale appartengo, la pensi così. Dagli echi che si leggono sulla stampa e sulla rete la discussione sembra ancora prigioniera di molte recriminazioni e di mille rimpalli di responsabilità e, forse, animata da qualche ambizione personale di troppo. Spero di sbagliami, ma non vorrei che mentre è chiaro che il Titanic sta per affondare ci fosse ancora qualcuno che si ostina a disquisire su quale ritmo ballare per continuare la festa” conclude Sergio Gambini.

(*)

CATTOLICA – Come si fa a non dirsi d’accordo con Sergio Gambini?
Chiaramente parliamo della parte dove l’ex deputato (del Pd) cattolichino prende le distanze dai suoi compagni di partito che operano sulla Regina e, in pratica, chiede il loro allontanamento dalle stanze del potere per valutare, poi, se accettare o meno la pressante offerta (che arriva soprattutto dalla provincia) di accettare la candidatura a sindaco per le prossime elezioni amministrative che ci saranno a primavera. Aver letto queste sue dichiarazioni-richieste ci ha fatto molto piacere. Da anni, ormai, tra iscritti e simpatizzanti
del centrosinistra cattolichino il sottoscritto (e questo quotidiano) ha fama di essere “un avversario”. Voci a cui non abbiamo dato nessun peso, continuando a scrivere ed analizzare quanto accadeva dentro e fuori Palazzo Mancini. Analisi impietose, che spesso hanno portato alla luce interessi più personali e di partito che per la città. Non ci illudiamo di aver “mandato a casa il sindaco Marco Tamanti”, ma certo abbiamo spiegato le tante ragioni di chi, alla fine, ha deciso di “staccare la spina”, senza farne degli eroi, bensì capendo e scrivendo delle motivazioni che hanno portato i 5 della maggioranza a dare le dimissioni. Ora che certe
critiche e richieste vengono dal “compagno Gambini”, forse molti cattolichini del centrosinistra si renderanno conto che quanto scritto su queste pagine hanno solo anticipato il pensiero di uno dei loro maggiori esponenti politici, che ha anche il “difetto” di pensare con la propria testa e conoscere fin troppo bene i mali che affliggono Cattolica.

Epifanio Pierantozzi

Cattolica è in cerca di un candidato sindaco idoneo

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CATTOLICA – (epi) La tregua politica (neanche troppo rispettata) imposta sia dalle festività che dallo choc delle dimissioni di 5 consiglieri di maggioranza che hanno fatto sciogliere il Consiglio comunale mandando a casa la Giunta Tamanti, è terminata con l’arrivo della Befana che, se da una parte ha portato doni ai bambini, dall’altra ha di nuovo gettato nella mischia i politici cattolichini, e non solo. Inutile far finta di nulla: a primavera si torna alle urne e nella Regina si avverte nell’aria la voglia di cambiamento che i cittadini chiedono. Per cambiamento non si intende solo di partiti politici all’amministrazione di Palazzo Mancini, ma soprattutto di politici intesi come persone.

I cattolichini vogliono chiudere con il passato, ma soprattutto con un certo “gruppo di potere” che, a iniziare dall’intoccabile sindaco Gianfranco Micucci, ha portato man mano Cattolica verso un lento declino, dovuto soprattutto all’immenso debito (due volte le entrate annue) che registra il Bilancio comunale.

Forse i vecchi politici – di ogni colore -, che si stanno adoperando dietro le quinte per intessere strategie e alleanze, dovrebbero essere i primi a non ripresentarsi. E’ tempo di svoltare, con tutti i rischi che ne conseguono, ed è tempo di mandare al governo della città facce nuove, senza un passato da nascondere o farsi perdonare, e senza cambiali da pagare (ereditate o in proprio). Nel farlo, se mai i “grandi vecchi” della politica locale lo permetteranno, sarà bene incrociare le dita e sperare che la prossima leva riesca un po’ meglio di quella di due anni fa, a iniziare da Tamanti, il quale sembra non aver ancora capito dove ha sbagliato.

Così sinistra, destra e liste civiche varie sono alla ricerca di un candidato sindaco presentabile e spendibile. Non sarà facile per nessun partito trovare l’uomo giusto che sappia mettere insieme esperienza politico-amministrativa e la necessaria capacità di “dire di no”. Infatti requisito essenziale del prossimo primo cittadino della Regina sarà proprio quello di dire la verità sul Bilancio, e annunciare anni di “lacrime e sangue” per evitare un fallimento che è appeso alla “pazienza” delle banche e dei creditori. Perciò i cattolichini dovranno votare gli uomini e i programmi elettori concreti, evitando promesse che nessuno è in grado di mantenere.

Written by Arcobaleno

gennaio 7, 2011 at 2:26 pm

Va in scena il corteggiamento Pd-Arcobaleno

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Tratto da La Voce del 22 dicembre 2010

CATTOLICA – (epi) L’arrivo del Commissario ha accelerato la “politica” cattolichina e così, in attesa di conoscere la data delle elezioni amministrative, tutti incontrano tutti, e non è un modo di dire bensì una realtà. Che Cattolica si appresti a diventare un “laboratorio” è nei fatti poiché qui c’è da misurare la tenuta di un potere (che sia di destra o sinistra poco importa) che è al governo da sempre e che ora deve far dimenticare gli ultimi passi falsi e riconquistare consenso e voti. Ecco perché è un “laboratorio” nel quale si tentano tutte le alchimie per ottenere la giusta “formula governativa”. Così non sorprende come l’altra sera si siano ritrovati a sedere intorno allo stesso tavolo i maggiorenni del Pd e dell’Arcobaleno. Queste due forze politiche ormai da anni, pur appartenendo all’area di centrosinistra, si danno battaglia, con il Pd al governo e l’Arcobaleno all’opposizione. Però l’altra sera gli schieramenti sedevano “alla pari” – come parenti che si rivedano dopo anni a un “funerale o a un “matrimonio” – poiché mai come ora il Pd ha bisogno di Bondi & Co per restare al governo di Palazzo Mancini, mentre questi ultimi hanno l’occasione per “dettare indirizzi e regole” per sedere con loro.

“Non si sono fatti nomi (di candidati sindaci, ndr), ma si è parlato di programma – raccontra il segretario Pd Giuseppe Prioli -. L’Arcobaleno ha riconfermato i suoi 4 punti (“la discussione dovrà convergere verso trasparenza, partecipazione, legalità e solidarietà, ovvero le ‘paroline’ che hanno fatto dell’Arcobaleno una forza politica attendibile, credibile, legittimata dal 20% dell’elettorato”, come annunciato da Enrico Del Prete domenica su queste pagine, ndr). Punti condivisibili, poiché fanno parte del nostro patrimonio politico” conclude Prioli.

Un po’ più “ciarlieri” quelli dell’Arcobaleno che spiegano come “dopo questi ultimi 18 mesi che hanno procurato gravi danni alla città, per l’Arcobaleno sarebbe stupido non incontrare il Pd, anche perché non si vuole correre da soli. La nostra forza, che mettiamo sul tavolo delle trattative, sono la nostra credibilità, rafforzata con la caduta di Tamanti, e il voto disgiunto, che ci premia al di là dei simboli dei partiti. Inoltre il Pd non potrà più contare, come accaduto nel passato, nella nostra neutralità in caso di ballottaggio. Ci rincontreremo, come faremo con tutti – dicono dall’Arcobaleno -, ma per discutere di programma e poi per decidere chi sarà il garante dell’accordo. Ci vorrà un candidato sindaco condiviso e, soprattutto, di rottura dal passato e di garanzia per il futuro”.

Insomma, il “cuore dell’Arcobaleno batte ancora verso sinistra, ma se mai dovesse condividere lo stesso candidato sindaco con il Pd, vuole dettare le condizioni.

Sarà anche vero che Prioli e Co. contano sulle difficoltà del Pdl, ma di avere un “Tamanti II” non se ne parla proprio. Su questo punto c’è certamente più convergenza – nell’Arcobaleno – con Cimino che con Prioli.

C’è infine da tenere d’occhio quanto accade a Palazzo Mancini dove il Commissario sembra alle prese con una difficile “quadratura del Bilancio” per rientrare nel patto di stabilità. Se dovesse accadere la prossima giunta (di qualunque colore sia) partirebbe con un problema in più, da aggiungere ai 50 milioni di debito esistente.

Il tutto con gli imprenditori pronti, fuori da Palazzo Mancini, a offrire molto poco per avere tutto, da un “Comune in svendita”.

La Fsii “bussa” alla cassa di Palazzo Mancini

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Una storia infinità! Parliamo della Parco Navi spa che ormai “perseguita” Cattolica dall’altro millennio. Una operazione che, sulla carta, doveva rilanciare una ex colonia che era un vero e proprio “buco nero” per Cattolica, e che nel tempo si è rivelata un “buco nero” per il bilancio comunale. Un’altra “micucciata”, se vogliamo, ma che senza Micucci non si regge più in piedi. Per chi ha buona memoria doveva essere un bene comunale, ora è privato (per ancora una quarantina d’anni), con non poche “cambiali” a carico dell’amministrazione. Ricordiamo i tentativi di rendere edificabile parte del parcheggio. Problema che ancora esiste sotto forma di trasferimento di diritti edificatori in altra zona della città.

CATTOLICA – (epi) Forse perché arrivata in Protocollo lo stesso giorno della presentazione della mozione di sfiducia contro il sindaco, lo scorso 22 ottobre, ma il “sollecito di pagamento” presentato dalla Fssi (Finanziaria Saccarifera Italo Iberica spa) di Cesena riapre il capitolo “Parco Navi“. Infatti la spa cesenate, forte di una sentenza del Tribunale di Rimini depositata nel febbraio del 2008, ha chiesto all’amministrazione comunale di pagare 563.351,18 euro (più gli interessi legali dall’aprile 2002 al momento del saldo) per il mancato acquisto, da parte del Comune, di 1080 azioni della Parco Navi spa per un valore di 1.090.800 lire; parliamo di lire poiché il contratto che legava il Comune all’acquisto delle azioni risale al maggio 1999. Era infatti accaduto che, in vista di un aumento di capitale di 5 miliardi (sempre di vecchie lire), il Comune – che ne aveva sottoscritto poco più della metà – chiese alla Fsii di acquistarne per un miliardo, con l’impegno, da parte della Giunta Micucci, di riacquistare le 1080 azioni. Inutile dire che il Comune non aveva adempiuto all’impegno. Da quel momento inizia un “balletto” di lettere e proposte, ma non c’era stato nulla da fare. La Fsii non aveva visto una lira, e neanche un euro. Poi, dopo 6 anni, arriva la sentenza che condanna il Comune a pagare, ma la Fsii deve consegnare le 1080 azioni di una spa che non esiste più. C’è il fondato rischio che presto a Palazzo Mancini arrivi l’ufficiale giudiziario per sequestrare qualche cosa che valga più di 600mila euro.