Arcobaleno Cattolica

Legalità, Trasparenza, Partecipazione, Solidarietà

Posts Tagged ‘Piergiorgio Morosini

Assemblea a Cattolica “L’OMBRA DELLE MAFIE”

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Venerdì 11 maggio  si svolgerà qui, nella chiesa di S. Pio V, una assemblea testimonianza sul problema gravissimo della corruzione all’interno delle istituzioni economiche, sociali e politiche. E’ questo un problema che non rimane più circoscritto ad alcune regioni d’Italia, poichè emerge presente anche sul nostro territorio, con conseguenze gravi per l’economia e la vita sociale di tutti. E’ tutto un mondo sommerso, che permea ambiti della vita pubblica, creando velocemente la mentalità della liceità su ogni tipo di operazione economica e sociale, purchè porti denaro e potere. Sappiamo bene come tante famiglie anche del nostro territorio sono in difficoltà economiche e oberate da tasse che faticano a pagare: questo anche a causa di livelli altissimi di evasione fiscale e di attività lavorative illegali, o in nero.

Nell’assemblea di venerdì abbiamo l’opportunità di ascoltare due magistrati impegnati in prima linea sul fronte della mafia, non solo siciliana, ma presente in diverse forme, anche sul nostro territorio: Giambattista Tona e Piergiorgio Morosini, che tutti noi conosciamo bene. E’ una serata da mettere in calendario e da valorizzare, invitando anche altri amici. Occorre ricreare in tutti una forte coscienza di rispetto della legalità e di impegno per il bene comune.

D. Biagio, d. Massimiliano, Antonio diacono e Commissione della Pastorale Sociale.

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Written by infoarcobaleno

maggio 10, 2012 at 11:00 am

Pippo Pollina in concerto a Cattolica in ricordo della “Strage di Ustica”

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Pippo Pollina in Concerto a Cattolica
Nella giornata di Venerdì 4 Maggio, a Cattolica e Morciano di Romagna, si parlerà della Strage di Ustica. Organizzata dall’Associazione Culturale “Cubia” di Cattolica, in collaborazione con l’Associazione “Mucche in Transito” di Morciano e i Comuni di Cattolica e Morciano, si svolgerà “Strage di Ustica: noi non dimentichiamo”, manifestazione in ricordo delle 81 persone che il 27 giugno 1980 persero la vita a bordo del DC9, in volo da Bologna a Palermo, abbattuto nel cielo sopra l’isola di Ustica. Tra di esse, anche quattro cittadini romagnoli.
Ricordare una delle tante vicende ancora oscure della recente storia italiana, e celebrarne le vittime, costituisce un importante contributo alla conservazione o, in molti casi, al recupero della Memoria storica, i cui ingranaggi hanno periodicamente bisogno di essere lubrificati contro la ruggine del tempo.
In mattinata, alle ore 11.00, presso la Sala ex Lavatoio di Morciano, gli studenti e insegnanti dell’ISISS “Gobetti-De Gasperi” incontreranno Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, e il cantautore Pippo Pollina. Artista di fama internazionale, molto conosciuto in Romagna, dove ha tenuto numerosi concerti a Faenza, Bagnacavallo, Cattolica e Rimini, Pollina è stato recentemente insignito del Premio Svizzero della Scena, massimo riconoscimento artistico in Svizzera, dove vive da oltre 20 anni. Ai ragazzi del Gobetti parlerà della sua opera di teatro musicale “Ultimo volo – orazione civile per Ustica”.
La manifestazione serale si svolgerà al Teatro della Regina di Cattolica, con inizio alle ore 20.30. Introdurrà Daria Bonfietti, che parlerà dei vari aspetti della lunga vicenda giudiziaria, ancora non definitivamente risolta. Ci sarà poi un intervento di Piergiorgio Morosini, giudice per le indagini preliminari a Palermo. Seguirà un omaggio alle 81 vittime da parte di 81 studenti dell’Isiss di Morciano. Chiuderà la serata Pippo Pollina con l’esecuzione di “Ultimo volo”, composta e rappresentata per la prima volta il 27 giugno 2007 al Teatro Manzoni di Bologna per l’inaugurazione del Museo per la Memoria di Ustica. Sul palco della Regina, assieme a Pollina, saliranno tre attori, che daranno voce ai diversi personaggi della tragica vicenda -tra cui il protagonista è l’aereo-, i musicisti del “Palermo Acoustic Quartet”, e l’Orchestra d’Archi dell’Istituto musicale “Lettimi” di Rimini, diretta dal ventenne Federico Mecozzi.
E’ un’occasione da non perdere assolutamente per tutti coloro che non vogliono cedere all’indifferenza e rivendicano il diritto di capire. E’ un’occasione da non perdere, in particolare per i cultori della buona musica, per ascoltare un’opera di grande valore artistico e di notevole impegno civile, purtroppo poco rappresentata in Italia, a causa degli elevati costi organizzativi.

I biglietti per il Teatro della Regina (intero: 15 euro; ridotto studenti: 8 euro), orario d’inizio 20.30, sono in prevendita presso: Tabaccheria Cimino –piazza Nettuno Cattolica; Agenzia Adriaexpresso – via del Prete 6 Cattolica; Tabaccheria Macanno – Via Macanno Cattolica; Edicola Zanni – via Fratti 30 Morciano di Romagna.

Per informazioni e prenotazioni: Associazione Culturale Cubia – Saracino Paolo – Cubia – cell. 3339932542.

Convegno-Criminalità, lealtà fiscale, riciclaggio

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INFILTRAZIONI CRIMINALI E LEALTA’ FISCALE NEL NOSTRO TERRITORIO:

IL RISCHIO DEL RICICLAGGIO

20 APRILE 2012

ore 16,00/19,00

Centro Congressi SGR, Via Chiabrera 34 – Rimini

Relatori:

  • Dr. Piergiorgio MOROSINI G.I.P presso il Tribunale di Palermo
  • Dr. Prof. Alessandro BONDI titolare cattedra di Diritto Penale – Urbino
  • Tenente Colonnello Gianfranco LUCIGNANO Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Rimini



Written by infoarcobaleno

aprile 13, 2012 at 4:19 pm

Video “Presentazione del libro di Piergiorgio Morosini”

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Ciao,
ti comunico il link per raggiungere il video di Morosini.

http://www.blogriviera.it/magistrato-piergiorgio-morosini/

p.s.: lasciate un commento (nell’apposito spazio sotto il video) e incentivate gli amici a farlo. Cosi facendo diamo importanza all’articolo il quale sarà raggiungibile dai motori di ricerca in internet.

Written by infoarcobaleno

dicembre 24, 2011 at 2:32 pm

Domenica 18 dicembre ore 17 Piergiorgio MOROSINI a Cattolica

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– INVITO –

Domenica 18 dicembre – ore 17

Centro culturale polivalente

di Cattolica (Piazza Repubblica)

In anteprima nazionale la
presentazione dell’ultimo libro del            
magistrato Piergiorgio Morosini

“ATTENTATO ALLA GIUSTIZIA
Magistrati, mafie e impunità”

Interverranno:
– Piergiorgio MOROSINI
(Giudice indagini preliminari Procura di Palermo)

– Alessandro BONDI
(Docente Diritto penale Università di Urbino)

– Gabriele PACI
(Giornalista La Voce Multimedia)

“L’obiettivo strategico di ogni mafia è l’impunità. Solo quella rende credibile, longeva e ricca
l’organizzazione criminale. Ma l’impunità, personale e patrimoniale, per essere conseguita
necessita di complici nelle istituzioni, nel mondo delle libere professioni e nella
imprenditoria”. Un ampio capitolo riguarda le infiltrazioni delle mafie sul nostro territorio”.
Iniziativa promossa da:

Written by infoarcobaleno

dicembre 13, 2011 at 6:17 pm

Incontro con Don Luigi Ciotti // Etica + Solidarieta’ = Legalita’

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Don Ciotti - Morosini - Bondi

Venerdì 14 ottobre 2011
ore 21, Teatro Snaporaz di Cattolica

Circolo Tennis Cerri presenta:

ETICA + SOLIDARIETA’ = LEGALITA’

Con il patrocinio del Comune di Cattolica, a dialogare con l’ospite Don Luigi Ciotti saranno il Magistrato Piergiorgio Morosini ed il Prof. Alessandro Bondi.

E’ una bella iniziativa: don Ciotti-Morosini-Bondi insieme, non è da tutti i giorni.

INGRESSO LIBERO

Written by infoarcobaleno

ottobre 7, 2011 at 6:42 pm

La ‘forza’ della politica e l’etica della giustizia

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Tratto da La Piazza di Febbraio 2011

Ricordate Salvatore Cuffaro. Il Governatore della Sicilia dal giugno del 2001 al gennaio del 2008, poi Senatore. Circa sette anni fa, iniziò un processo nei suoi confronti. La Procura di Palermo lo accusava, tra l’altro, di aver avvertito un boss, agli arresti domiciliari, della presenza di una microspia nel salotto di casa. Un salotto dove quotidianamente si tenevano summit mafiosi. Senza quella soffiata si sarebbero scoperti tanti misteri ed evitati efferati delitti. E forse Provenzano lo si sarebbe catturato 5 anni prima. Anche allora si gridò allo scandalo. Accuse inconsistenti e magistrati “politicizzati” che andavano contro il voto di milioni di persone. Ebbene. Qualche settimana fa, la Cassazione ha emesso il verdetto finale su quella vicenda. Cuffaro condannato a sette anni di reclusione per aver favorito Cosa Nostra.
La vicenda propone tre spunti di riflessione sui rapporti tra giustizia e politica.
Primo. L’importanza delle intercettazioni. Grazie a queste si è fatto luce sulle responsabilità di Cuffaro. E’ accaduto tante altre volte. Patti occulti tra uomini delle istituzioni e cosche, riciclaggi al nord, megatruffe, gravi fatti corruttivi. Solo le “cimici” le possono svelare. E solo le “cimici” rendono possibili quei sequestri a danno dei criminali che portano nelle casse dello Stato patrimoni per milioni di euro. Eppure le intercettazioni in Italia, secondo importanti uomini politici, sono una sorta di “pietra dello scandalo”, un “rischio” per la democrazia.
Un giorno si e l’altro pure vengono messe in discussione, persino minacciando con sanzioni penali i magistrati che le usano troppo. D’accordo, è odioso violare la libertà dell’individuo nei luoghi di privata dimora. Ma ricordiamoci che quella libertà non è senza limiti, neppure in casa propria. Statistiche alla mano, sempre più spesso violenze e maltrattamenti a danno di minori, donne e anziani si consumano tra le mura domestiche. E poi a chi dice che le
intercettazioni in Italia sono troppe, bisogna ricordare una specificità italiana. Siamo il paese delle “tre mafie”. E con una corruzione in vertiginoso aumento negli ultimi anni, che “spreme” all’erario circa un terzo del gettito IRPEF.
Secondo. L’assenza di responsabilità politica. Nel gennaio del 2008 Cuffaro esulta ascoltando la sentenza di primo grado che lo condanna a cinque anni di reclusione per un reato grave come il favoreggiamento. Due giorni dopo, la legge lo costringe alle dimissioni da Governatore della Sicilia. Ma, passa qualche settimana e Cuffaro viene eletto Senatore della repubblica (o forse dovremmo dire viene nominato).
Da quel giorno esercita la prerogativa di votare le leggi applicabili a tutti noi. La presunzione di innocenza, che vale sino a che la condanna non diventa irrevocabile, lo consente. Ma c’è un problema di credibilità delle istituzioni. Era giusto candidarlo dopo quella condanna? Non era forse opportuno “passo indietro” del politico in attesa di chiarire la propria posizione? Sono problemi seri. Tant’è che la stessa Commissione parlamentare antimafia nel febbraio 2007
aveva varato un codice etico fondato su una regola rigorosa. Diceva: chi viene rinviato a giudizio (un qualcosa di meno della condanna in primo grado) per reati gravi (corruzione, concussione, mafia, truffa, bancarotta, e altro) non può candidarsi alle future tornate elettorali sino a quando non è prosciolto dalle accuse. Quella regola venne approvata dall’intero arco parlamentare. Fu votata all’unanimità. Ma, poi, venne regolarmente violata dai partiti nelle
successive tornate elettorali. Ciò significa che non esistono forme di responsabilità politica. E che il controllo sulla legittimità dei comportamenti dei politici è affidato solo ed esclusivamente ai magistrati. Tutto ciò propizia tensioni istituzionali e il sospetto di iniziative giudiziarie strumentali alla lotta politica.
Terzo. L’atteggiamento dell’uomo delle istituzioni. Due ore dopo la condanna definitiva (gennaio 2011), Cuffaro si costituisce presso il carcere di Rebibbia. Prima di farlo, rilascia alcune dichiarazioni alla stampa. Non parla di “complotti” ai suoi danni. Tutt’altro. Con compostezza, afferma che la giustizia va rispettata. E spiega che, accettando quella sentenza, spera di dare un esempio positivo ai propri figli. Insomma, le istituzioni prima di tutto, anche
per una persona che ha sbagliato. Non sono cose scontate nel nostro paese, oggi. Pensate a quanto sta accadendo ai magistrati nel caso Ruby. Sono bersaglio di insulti e provocazioni di tutti i tipi, anche da parte di uomini politici, solo perché stanno facendo il loro dovere. Molti dimenticano che le procure hanno l’”obbligo” di indagare in presenza di certe denunce; che la legge è uguale per tutti; e che, in ogni caso, essere indagati non fa venir meno la presunzione
di innocenza.
Intendiamoci, i magistrati devono rispettare la critica, da chiunque provenga, compreso l’uomo politico. Lo vuole la democrazia, è uno stimolo per fare meglio. Ma che si tratti, appunto, di critica responsabile e argomentata. Non di semplice aggressione mossa con un linguaggio inaccettabile. Purtroppo, assistiamo sempre più spesso a campagne di stampa palesemente e gratuitamente denigratorie.
Giorni fa, la prima pagina di un quotidiano, per screditare l’immagine di uno dei magistrati di Milano, riportava vicende sentimentali risalenti al 1982. Fatti totalmente sganciati dai processi in corso e dalla attività professionale del diretto interessato.
Insomma, di tutto si può parlare ma non di critica costruttiva. E pare che tanti cittadini si stiano accorgendo di questo. Gli ultimi sondaggi sono chiari. Cresce il consenso verso gli organi di garanzia come il Presidente della Repubblica, la corte costituzionale e appunto la magistratura. In fondo questo dato esprime un auspicio: maggiore serenità nei rapporti tra istituzioni dello Stato. Su questo, spero, siamo tutti d’accordo.

di Piergiorgio Morosini (Cattolichino, giudice a Palermo)

Written by cattolicarcobaleno

marzo 4, 2011 at 1:48 pm