Arcobaleno Cattolica

Legalità, Trasparenza, Partecipazione, Solidarietà

Alessandro Bondi racconta il Bilancio 2012

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La spesa. Si può narrare un bilancio? I numeri possono descrivere il fare di un’amministrazione? Forse sì, se si è consapevoli della funzione ed entità delle cifre di un bilancio di previsione. In esso si trovano i mezzi finanziari destinati a coprire le spese correnti per i servizi sociali quali nido, scuole, assistenza (a Cattolica pari a 3.802.248 €); la “macchina comunale”  (6.900.617 €); altri servizi come polizia locale, viabilità, territorio, ambiente, sviluppo attività economiche, cultura, sport (13.370.479 €); la spesa del personale necessario per garantire questi servizi (8.071.581 €). Il bilancio diviene così autorizzazione della spesa impegnata entro i limiti offerti dalle entrate che si prevede di accertare. Detto diversamente, il bilancio  descrive  passato, presente, futuro dell’attività sociale e delle possibilità individuali della nostra comunità sul territorio comunale.

Staffetta. Bisogna però abbandonare la speranza di ottenere una foto che fissi una volta per tutte un’immagine. Semmai si otterranno immagini in movimento di una corsa a staffetta molto particolare, dove il direttore di gara (il legislatore italiano ed europeo) grava  di nuovi pesi e vecchie penalità i concorrenti (Comuni, Provincie, Regioni, Stato) continuando a cambiare il percorso e a spostare il traguardo (federalismo fiscale e patto di stabilità). Per intendersi, in questa corsa il Comune è l’ultimo staffettista. Lui deve portare il testimone al traguardo. Se Stato, Regioni e Provincie chiariscono i diversi ruoli di un sistema impositivo federale, se i tagli alle spese e gli investimenti saranno adeguati alla crescita, se si ha chiaro qual è il modello di crescita, il Comune potrà fare la sua parte offrendo i servizi ai cittadini. Ma se dovrà rispondere anche dei tagli o delle inefficienze di Provincie, Regioni, Stato si mancherà il bersaglio. In breve: si offrirà al Comune il facile pretesto per evitare la ricerca di efficienza ed efficacia del suo amministrare, sottraendolo alla responsabilità dei propri, ulteriori problemi.
Peculiarità. A Cattolica questi problemi sono un sofferto dialogo tra amministrazione e comunità aggravato dal commissariamento prefettizio del Comune; un debito di 34.175.000 € pari a 2.022 € per abitante (escluso il contenzioso della Fondazione Regina Maris che ha gestito l’ospedale); un livello strutturale troppo alto di spesa per prestazioni di servizi; la necessità di onerose manutenzioni ordinarie e straordinarie dell’arredo urbano, nonché un livello d’investimenti non più finanziabili con l’urbanizzazione del territorio comunale, dato che i suoi 6 chilometri quadrati sono schiacciati da un carico di costruito 10 volte superiore a quello che può sopportare. Un riflesso decisivo sull’economia della città hanno inoltre  gli affanni  della marineria, turismo, commercio, artigianato; le inquietudini per imprese internazionali come la Ferretti Craft o per opere infelici come il Video Gioco Sport.
Sperimentazione. Pertanto, mentre c’era chi salvava, rilanciava, prorogava, liberalizzava, stabilizzava, semplificava l’Italia per decreto, a Cattolica succedeva altro e succedeva subito. Ecco la telecronaca. In estate, Cattolica chiede  di entrare tra i 60 Comuni, 19 provincie e 5 regioni che per due anni anticiperanno quella che sarà la regola per tutti i Comuni: un bilancio di previsione finanziario annuale di competenza e di cassa, dove tutte le obbligazioni  giuridicamente  perfezionate attive e passive, che danno luogo a  entrate e spese per l’ente, devono essere imputate all’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza. Tradotto, si dovrà lavorare molto sui c.d. residui, in particolare quelli attivi: titoli esigibili che rappresentano una potenziale entrata ma che, come per le sanzioni per violazioni del codice della strada, non verranno tutte effettivamente riscosse. Questa sperimentazione mette il bilancio comunale sotto il monitoraggio del ministero delle finanze e ottiene una copertura finanziaria. Cattolica inoltre stipula con IFEL (fondazione studi dell’ANCI) una convenzione triennale gratuita di consulenza economico-finanziaria. Nelle more della legge, il consiglio comunale infine vota all’unanimità un nuovo collegio sindacale. Le parole chiavi, condivise da maggioranza e opposizione, per la scelta dei revisori sono competenza e indipendenza.
Record, extrabilancio, partecipazione. In settembre, proiezioni IFEL vedono Cattolica al diciasettesimo posto (su 8.000 Comuni) con obbligo di maggiori tagli di spesa e minori trasferimenti statali; tra luglio e agosto l’ennesima modifica al patto di stabilità interno costa a Cattolica altri 398.000 €. A novembre, in sede di assestamento del bilancio, l’amministrazione riconosce come debiti imprevisti (extrabilancio) 251.000 € dovuti a terzi vittoriosi in uno dei 150 processi in cui il Comune è parte. Da ottobre, al serrato confronto in commissioni e consiglio comunale (seguito anche in televisione), si aggiungono incontri con sempre più numerosi attori: comitati di quartiere, associazioni, centro anziani, partiti, sindacati categorie economiche. Le richieste sono di mantenere invariati i servizi e i loro costi, tutelare le fasce più deboli e il lavoro, avviare gli investimenti per riqualificare la città. Il trenta dicembre , l’alienazione di 17 box auto a prezzi superiori alla base d’asta permette al Comune di rientrare nel patto di stabilità.
Le entrate. Il federalismo prevede che le funzioni fondamentali attribuite ai Comuni vengano fiscalizzati, vale a dire, viene data la possibilità ai Comuni di applicare e introitare i tributi. Ma non solo il tipo d’imposta, bensì anche modalità e aliquote sono in realtà gestite dallo Stato. Tant’è che, a fine 2011, il governo anticipa di due anni l’applicazione dell’IMU, l’imposta sostituiva dell’ICI, tributo principe dei Comuni che grava sui possessori a vario titolo di immobili. Molte sono le incertezze su questa imposta. Nonostante le richieste dell’ANCI, infatti, si esporrebbe a un pericoloso contenzioso il Comune che volesse differenziare per categorie catastali l’IMU. Rimane inoltre incerto il gettito stimato dal governo e quello previsto dai Comuni, il tutto con importanti riflessi sull’entità dei trasferimenti statali. Il governo ha per ora previsto verifiche del gettito che si concluderanno nel febbraio 2013. A Cattolica l’IMU vale 6.050.000. Altre entrate tributarie di parte corrente sono la compartecipazione all’IVA (1.118.000 €), la TARSU per il pagamento dei servizi di smaltimento rifiuti (5.132.800 €), l’addizionale IRPEF (300.000 €), diritti di affissione (110.000 €).
Il Bilancio di previsione 2012. Pur nell’incertezza normativa, l’amministrazione ha deciso di sbloccare spese e investimenti andando ad approvare il bilancio a fine marzo. Gli investimenti saranno pari a 3.750.000. Riguarderanno la Scuola Irma Bandiera; la caserma dei vigili del fuoco; le manutenzioni  dell’arredo urbano, di strade, cimitero, impianti, porto e dragaggi; l’illuminazione stradale, la progettazione del Lungomare Rasi-Spinelli; l’adattamento e il completamento del progetto di Gestione Integrata delle Zone Costiere del fiume Conca.
L’indebitamento verrà abbattuto in tre anni di quasi 4 milioni (da 34.175.000 € a 29.357.000 €). Per l’impiego dell’avanzo si guarderà a mutui e alla percentuale di spesa corrente finanziata con oneri di urbanizzazione.
Registrate le minori entrate statali e regionali, sia di parte corrente sia in conto capitale, l’amministrazione ha in previsione razionalizzato la spesa sollecitando i singoli settori comunali a definire priorità e a proporre scelte. Quindi ha deciso di mantenere invariato il livello dei servizi, adeguando i costi alla sola inflazione. Il tasso di copertura delle tariffe ai servizi a domanda individuale è del 80,26%.
Tutte le categorie economiche hanno insistito sulla necessità di evitare l’imposta di soggiorno. Il timore era ed è d’incidere su economia e lavoro perché si tratta d’imposta che colpisce direttamente il turista, la cui applicazione rimane a discrezione dei singoli comuni, ed è quantomeno incerta nel gettito non individuando nell’albergatore il sostituto d’imposta.  Un esempio per tutti. Roma, una città che non teme concorrenza turistica, ha denunciato 18,3 milioni di minori entrate. Albergatori, bagnini, chioschisti, pescatori hanno perciò raccolto 420.000 € da destinare a un fondo di sviluppo per il turismo sostitutivo dell’imposta di soggiorno: a quanto è noto, un’esperienza unica nel panorama italiano. Grazie a questo fondo, il regolamento dell’imposta di soggiorno è stato approvato ma si è differito di un anno la sua entrata in vigore, salvo il consolidamento del fondo stesso con la partecipazione delle altre categorie economiche della città.  Il fondo ha permesso di ridurre a tutti le aliquote IMU chiamate a coprire il mancato gettito dell’imposta di soggiorno (1.200.00 €). Si è fissato al minimo del riferimento di legge l’IMU sulla prima casa (0,4%) e, l’aliquota ordinaria, risulta essere la più bassa a livello provinciale (0.89%, di cui lo 0,36% destinata allo Stato). È stata inoltre prevista un’aliquota agevolata (0,76%) per gli immobili dati ad uso gratuito tra genitori e figli, per terreni agricoli, IACP, ACER. Per contrastare il fenomeno delle troppe case sfitte, si è invece posta a loro carico l’aliquota massima (1.06%). Si è mantenuta ai livelli minimi l’addizionale IRPEF (0.15%).
Il futuro. Il programma di attuazione del federalismo fiscale prevede ulteriori tappe. Si potrà assumere una persona ogni 5 pensionamenti. La meta è raggiungere il 3% del rapporto tra  spese per l’amministrazione pubblica e il PIL. Probabilmente l’Europa e il mercato detteranno altri tagli. Sono attesi correttivi di IMU e imposta di soggiorno. Un riflesso immediato sui Comuni avranno pure gli annunciati provvedimenti in tema di semplificazioni e liberalizzazioni. Insomma, la corsa ricomincia e il Comune farà la sua parte senza dimenticare futuro e proposte di una gestione diversa della cosa pubblica. 50.000 € dell’avanzo di bilancio saranno impegnati per attivare un percorso partecipativo che coinvolga città e quartieri nella scelta delle opere da inserire a bilancio. Proseguiranno la verifica delle poste e la fase sperimentale per la gestione del bilancio di cassa. Si opererà per ridurre il contenzioso comunale e rafforzare il procedimento di autotutela verso i famigerati contratti di finanza derivata che affliggono le casse comunali. Si provvederà infine all’organizzazione e alle risorse necessarie ai programmi già avviati per l’internalizzazione dei servizi di riscossione, per la lotta all’evasione fiscale e alle infiltrazioni criminali nel tessuto economico della città. Tanti numeri, tante scelte da fare insieme.
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  1. […] venne soppressa a favore della istituzione dell’IRAP. A Cattolica, come evidenziato dal REPORT dell’Assessore al Bilancio Alessandro Bondi,  il posticipo della entrate in vigore della […]

  2. […] cittadinanza e alle associazioni di categoria nell’ambito di un’assemblea pubblica il bilancio di previsione 2012 del Comune di Cattolica. All’incontro saranno presenti il Sindaco Piero Cecchini e la Giunta […]


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